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Vento, acqua e grandine: la bergamasca flagellata dal maltempo

Ce ne siamo accorti da tempo, da ancor prima che la mascotte dei mondialisti, quel fenomeno mediatico di Greta Thunberg, coinvolgesse il Pianeta con il suo lezioso catastrofismo: le stagioni si stanno modificando velocemente, con l’estremizzazione dei fenomeni meteo sempre più vicini ai climi tropicali.

Nessuno può negare che la causa principale sia l’eccessivo riscaldamento della Terra, fenomeno naturale ricorrente nel corso dei millenni, molto prima che l’uomo ci mettesse del suo, ma non si può restare inerti aspettando che la Natura “faccia il suo corso”: quello che si può fare per alleggerire il problema va dunque fatto, senza isterismi ma anche senza meschini calcoli di convenienza.

Ieri pomeriggio nella bergamasca sono bastati pochi minuti, meno di un’ora, per vivere la drammatica esperienza di un violento “tornado”, con violente raffiche di vento e danni gravi ed estesi un po’ ovunque, dalla Bassa alle porte della città e poi lungo le Valli, tanto che i Vigili del Fuoco sono stati impegnati fino a notte fonda. Smottamenti si sono verificati in vari comuni e danni alle coltivazioni un po’ ovunque.

Sono state abbattute dal vento pesanti statue di pietra e metallo, intere porzioni di tetti, tegole, lamiere, strutture dei cantieri, perfino un camion vela pubblicitario, decine di alberi sradicati ma l’uragano ha prodotto anche numerosi allagamenti di strade, sottopassi e cantine: il ciclone si è abbattuto con violenza sulla bergamasca, ha colpito duramente, soprattutto nella Bassa, ai margini della Franciacorta e in Valle Seriana, e non ha risparmiato nulla.

La grandine ha danneggiato decine di veicoli ma soprattutto ha devastato zone già colpite lo scorso mercoledì, distruggendo il lavoro di un intero anno: è andato perduto fino al 90% del raccolto dei vigneti della Valcalepio e quella di Grumello del Monte, che è stata la zona più colpita insieme con Gandosso, Chiuduno, Carobbio, San Paolo d’Argon e Sarnico, dove le culture agricole hanno dovuto subire ingenti danni, come nella zona del pregiato Moscato di Scanzo.

Allo scalo di Orio si sono verificati disagi per quanto riguarda il traffico aereo, dapprima con il dirottamento sul “Caravaggio” di tre voli destinati a Malpensa e successivamente, quando la perturbazione ha investito la bergamasca, con il dirottamento su Verona e Bologna dei voli provenienti da Manchester, Vilnius, Cagliari e Napoli.

Ma neppure la Valle Seriana è stata risparmiata dalle intemperie: chicchi come palline da golf hanno provocato danni alle vetture in transito sulla superstrada e l’alta valle, specialmente Clusone e Ardesio, ora si presenta imbiancata come dopo una nevicata invernale. Ingenti danni anche in Val Gandino, dove la Protezione Civile è stata impegnata in decine di interventi.

Ma ciò che ha colpito in modo particolare, a giudicare dai titoli della carta stampata, è stata la caduta della statua di San Giorgio che svettava al centro del tetto del campanile della parrocchiale di Treviolo: per fortuna nessun danno alle persone, ma la sensazione per gli abitanti del piccolo centro alle porte di Bergamo è stata quella di un miracoloso scampato pericolo.

Venerdì, 9 luglio 2021