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Sabato l’euforia, ieri l’assaggio, da oggi la bergamasca è zona “gialla”

Quando la propria vita è fortemente condizionata dall’esterno, dalle regole e dai divieti molti dei quali non vengono spontaneamente condivisi, anche un solo giorno di mancanza di libertà e autodeterminazione può sembrare interminabile. Non una scoperta della moderna scienza ma una costante nella Storia dell’umanità e la popolazione bergamasca, dopo mesi di sacrifici e di restrizioni, non può rappresentare l’eccezione.

Così questo sabato di gente in giro nel centro di Bergamo e lungo la Corsarola di Città Alta o sul Sentierone, via XX Settembre e piazza della Libertà ce n’era in abbondanza, con la complicità di una giornata primaverile, tanto da richiedere l’intervento della Polizia Locale che ha provveduto a sciogliere i numerosi assembramenti, soprattutto di giovani.

Situazione più tranquilla ieri, una domenica che ha inglobato la giornata festiva del 25 Aprile, sia in centro città dove si sono contati alcuni assembramenti di giovani soprattutto negli orari degli aperitivi, o nei pressi delle gelaterie più rinomate, sia nei parchi e negli spazi verdi dove i bergamaschi hanno cercato un po’ di svago e di relax.

In particolare sono stati graditi i prati della Trucca, nei pressi dell’Ospedale Giovanni XXIII, dove molti single e coppie di anziani si sono sdraiati a prendere il sole rispettando le distanze regolamentari, mentre alcuni svolgevano attività motorie, sferravano calci al pallone o assistevano i bambini nell’area giochi a loro riservata. Frequentati, anche se in misura minore, gli altri spazi verdi, dal Parco Suardi alla Fara o lungo le Mura.

E con oggi Bergamo e la Lombardia si tingono di nuovo di giallo, il colore convenzionale della semilibertà condizionata a tempo determinato, così come stabilisce il sistema burocratico quando gli indicatori empirici lo consentono. Ne consegue che alcune misure di “contenimento dell’emergenza sanitaria” vengono allentate e vengono restituite alla comunità alcune libertà sottratte in nome della presunta infallibilità della scienza.

Mentre resta confermato, sia pure tra molte polemiche politiche, il coprifuoco e il divieto di circolazione dalle ore 22 alle 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità o salute mediante la famigerata autocertificazione, sono ora consentiti gli spostamenti fuori dal proprio Comune di residenza ed entro i confini regionali, ma anche fra regioni contraddistinte dallo stesso colore giallo.

Può sembrare un test per daltonici, ma è quanto realmente stabilito dal governo: per recarsi in altre regioni di colore arancione, arancione rinforzato o rosso è necessario un “pass verde”, una sorta di certificato rilasciato dalle strutture sanitarie, da cui risulti l’effettuazione di un tampone con esito negativo entro le 48 ore precedenti, o l’avvenuta vaccinazione oppure la guarigione dal Covid entro i sei mesi precedenti.

È permesso spostarsi, per un massimo di quattro adulti e con figli di meno di 14 anni o persone disabili o non autosufficienti conviventi, verso una sola abitazione privata, una volta al giorno, mentre il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione è sempre consentito. Bontà loro.

Dev’essere stato un imponente sforzo d’immaginazione per i consulenti governativi stabilire che da oggi riaprano bar e ristoranti a pranzo e a cena (o forse meglio dire “merenda”, vista la chiusura imposta a ridosso del tramonto), ma solo all’aperto, anche in caso di pioggia o grandine. I ristoratori privi di dehors possono sempre organizzare un servizio di consegna a domicilio oppure aprire uno sportello per l’asporto.

Pur rispettando tutte le regole di distanziamento e le misure di prevenzione già adottate, nei centri commerciali rimane sospesa fino a data da destinarsi anche l’attività di asporto nei giorni festivi e prefestivi. Dal 1° giugno, se la Lombardia rimarrà in zona gialla nelle prossime settimane, i ristoranti potranno riaprire anche al chiuso, ma solo per il pranzo. Nei festivi e prefestivi rimangono chiuse le attività all’interno dei centri commerciali e mercati coperti, mentre resteranno aperti generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, tabacchi ed edicole. L’Italia riuscirà mai a liberarsi della burocrazia e del burocratese?

Una modesta concessione anche al mondo dello spettacolo, fortemente e troppo a lungo penalizzato come la ristorazione ed il turismo: riaprono a ranghi ridotti con utilizzo al 50% dei posti disponibili i teatri, cinema e spettacoli, con un’affluenza massima fino a 500 persone al chiuso e mille all’aperto. È prevista anche la riapertura di musei e mostre, con ingressi contingentati, mentre restano ancora inspiegabilmente chiusi, almeno fino al 1° luglio, i parchi divertimento ed a tema, come ad esempio le Cornelle.

Da oggi è prevista anche la ripresa delle attività fisiche da contatto accanto allo sport individuale, già permesso in zona arancione. Se la Lombardia dovesse rimanere in giallo, riaprirebbero nelle prossime settimane le piscine all’aperto e gli stabilimenti balneari. Con le stesse regole si dovrà attendere il 1° giugno per poter tornare in palestra, mentre le fiere e le terme resteranno off limit fino alla fine di giugno.

Continuano a svolgersi in presenza le attività delle scuole d’infanzia, primarie di primo e secondo grado, mentre gli studenti degli istituti superiori potranno tornare in classe al 75% della capienza, al 100% per le ultime classi in vista degli esami.

Lunedì, 26 aprile 2021