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Rogo anticipato della «ègia»: oggi si brucia il 2020

Ora che sta finalmente esalando il suo ultimo respiro possiamo confessarlo con franchezza: il 2020 è stato un “annus horribilis” per la terra bergamasca in particolare ma in generale per tutta la nostra Italia, e non solo. Il CoViD ha portato la tragedia in molte delle nostre case, ha fatto chiudere migliaia di imprese artigiane e di piccoli negozi.

Ma pure ha interrotto gli studi dei nostri ragazzi, ha imprigionato molti di noi fra quattro mura ed ha “rubato” ogni nostra tradizione popolare, dalla Pasqua al Natale, spazzando via abbracci, riunioni familiari, incontri fra amici, le nostre abitudini individuali e sociali.

Anche il Capodanno non farà eccezione: sarà all’insegna della più controllata sobrietà, senza assembramenti che saranno pesantemente sanzionati, senza brindisi di mezzanotte in piazza, visto anche che il conto alla rovescia si fermerà alle 22, quando scatterà il coprifuoco ed alla mezzanotte non ci saranno trombette, coriandoli e “trenini” a passo di samba neppure nelle case, sorvegliate da vicini già sollecitati dal governo a svolgere il proprio ruolo di “delatori”.

Un Capodanno malinconico quello che si appresta a vivere anche Bergamo, la città simbolo della dannata pandemia che però non rinuncia a celebrare la fine dell’anno e l’arrivo del 2021, ovviamente nel rispetto delle regole e degli orari.

Nadia Ghisalberti, assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, sintetizza così il senso delle iniziative previste per questa sera, frutto di diverse collaborazioni tra le quali quelle del “Ducato di Piazza Pontida” e della Fondazione Donizetti: “Non c’è niente da festeggiare, ma nonostante tutto abbiamo deciso di inviare un messaggio di presenza e vicinanza ai nostri concittadini, che dovranno restare a casa”.

In diretta su Bergamo TV, al Lazzaretto andrà in scena l’edizione anticipata del “Rasgament de la Egia“, che di solito a metà quaresima manda simbolicamente al rogo nell’imminenza della mezzanotte quello che è considerato il più grosso problema che affligge Bergamo e che quest’anno è rappresentato dal coronavirus: la sua raffigurazione è opera degli allievi dell’Istituto d’arte Andrea Fantoni.

Chiusi in casa come tutti gli italiani, i bergamaschi potranno anche “andare a teatro” grazie ad una visita virtuale all’interno del Teatro Donizetti ed assistere a “L’Ange de Nisida”, opera significativa di Gaetano Donizetti. Ma potranno anche gustare le canzoni dialettali in bergamasco del Bepi e del Vava, ascoltare Roby Facchinetti ed altri bravi interpreti, il Coro TheatrEvents e la fanfara di Treviglio, che eseguirà il brano dedicato da Roby Facchinetti e Stefano D’Orazio alla Bergamo ferita dal CoViD: “Rinascerò, Rinascerai”.