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Piano pandemico: indagato per false dichiarazioni Ranieri Guerra, direttore vicario OMS

Dalla Procura di Bergamo ieri viene diffusa una notizia clamorosa: l’attuale numero due dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il medico veronese Ranieri Guerra, ex direttore generale dell’ufficio di Prevenzione del Ministero della Salute ed ex componente del Comitato Tecnico Scientifico voluto da Giuseppe Conte, nel 2017 membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Glaxo, il gotha dei vaccini, a quanto si dice attuale compagno di vita dell’alfaniana Beatrice Lorenzin, risulta formalmente iscritto nel registro degli indagati per epidemia colposa e per aver fornito ai PM false informazioni circa il mancato aggiornamento del piano pandemico del 2006, vicenda che ha visto lo stesso Guerra contrapporsi a Francesco Zambon, il funzionario della sede di Venezia che ha lasciato l’Oms proprio in seguito a tale contrasto.

Come noto, il caso giudiziario ha preso le mosse proprio da Bergamo, città martire e simbolo della tragedia vissuta in Italia, su iniziativa di un gruppo di familiari delle vittime del CoViD assistiti dall’avvocato Consuelo Locati e dal suo team di legali: ora che le indagini sembra stiano diventando sempre più complete ed approfondite, ci si attende che vengano presto individuati altri responsabili.

Nei mesi scorsi è entrata nel caso anche la Finanza, che ha bussato al Ministero della Salute per ascoltare Roberto Speranza e per recuperare documenti e dispositivi informatici di alcuni alti esponenti: si lavora anche all’ipotesi che allo scoppio della pandemia il ministero abbia “ignorato” il piano pandemico esistente, rallentando così di fatto la reazione al morbo che si stava diffondendo.

Tornando a Guerra, i magistrati della Procura di Bergamo, che sugli aspetti principali della vicenda mantengono il più stretto riserbo, contestano al medico veronese in particolare di aver mentito quando a novembre venne ascoltato per oltre cinque ore come persona informata sui fatti in particolare per quanto riguarda il mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale.

Il procuratore capo Antonio Chiappani e gli altri PM che indagano sul caso nei giorni scorsi hanno indirizzato all’Organizzazione Mondiale della Sanità a Ginevra una rogatoria nella quale si chiedono delucidazioni, tra le altre cose, sul periodo tra il 2014 e il 2017 nel quale Guerra era responsabile della Prevenzione nel Ministero della Salute, con particolare riferimento alle modalità con le quali venivano accolte le autovalutazioni di eccellenza italiane nelle capacità di prevenire un’eventuale pandemia.

L’ex funzionario dell’Oms Francesco Zambon, che si è dimesso pochi giorni fa dalla sede di Venezia, ha denunciato di essere stato oggetto da parte di Guerra di pressioni attraverso alcune mail, depositate agli atti dell’inchiesta, nelle quali gli veniva richiesto di falsificare la data del piano per simulare che fosse aggiornato al 2016.

Quale materia del contendere figurava anche uno studio pubblicato nel maggio 2020 dalla sede veneziana dell’OMS nel quale la gestione della pandemia da parte del governo italiano veniva definita «caotica, improvvisata e creativa», documento che venne fatto rimuovere il giorno successivo dal sito dell’Organizzazione, pare su pressioni dello stesso Guerra interessato a salvaguardare le mosse del governo Conte, che aveva appena finanziato l’OMS con dieci milioni di euro dopo sei anni di zero contributi, nonché a seguito di una precisa richiesta di Pechino.

Guerra in quell’occasione accennò a “questioni politiche che si stavano accavallando”, al rischio che il report fosse percepito dal governo come un “colpo alla schiena”, e presentò l’Oms come “consapevole foglia di fico” per le scelte impopolari fatte da Giuseppe Conte.

Sabato, 10 aprile 2021