Il portale della Valle Brembana e delle Orobie

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Nóter de Bèrghem

Adagiata nella suggestiva culla delle secolari mura venete, incastonata in una cornice di colline, montagne e pianure, racchiusa dai suoi due fiumi, il Brembo ed il Serio e lambita da numerosi laghi alpini, dal Lago di Endine e dal Lago d’Iseo: questa è Bergamo, la nostra terra tramandataci da lontani avi, amata, curata, onorata, costruita, difesa da intere generazioni. Città e territorio che custodiscono gelosamente Bergamo Alta, quella che il celebre architetto Le Corbusier definì “Una delle più belle città al mondo“.

E “Nóter de Bèrghem” ne andiamo giustamente fieri, anche se per carattere, un po’ ruvido come il nostro contesto orografico e un po’ umile di natura, non amiamo vantarcene platealmente. Come coltiviamo con discrezione ed orgoglio la memoria di un grande del melodramma italiano come Gaetano Donizetti, un direttore d’orchestra come Gianandrea Gavazzeni (un mio prozio che non ho mai conosciuto), uno scultore come Giacomo Manzù, un maestro della pittura come Michelangelo Merisi conosciuto come “il Caravaggio”, scrittori come Bernardo e Torquato Tasso ed un grande uomo di Chiesa che è rimasto nel cuore di tutti: Angelo Giuseppe Roncalli, ossia San Giovanni XXIII, il “Papa Buono”.

Bergamo non è stata terra natale di soli uomini di cultura, artisti e santi, ma anche di coraggiosi uomini d’arme, da Bartolomeo Colleoni condottiero di ventura, ad Antonio Locatelli, eroe e pioniere dell’aviazione d’inizio novecento, a Francesco Nullo, ufficiale a fianco di Giuseppe Garibaldi durante la spedizione dei Mille e poi caduto per la libertà della Polonia, colpito da un cosacco dello Zar.

E come dimenticare il cinema, il teatro e lo sport? “L’albero degli zoccoli” di Ermanno Olmi, uno spaccato attento ed emozionante della provincia rurale bergamasca agli inizi del secolo scorso, ma anche la maschera di Gioppino e quella ancor più celebrata di Arlecchino, immortalata nelle commedie teatrali del veneziano Carlo Goldoni. E per finire le nostre glorie sportive, dal pilota pluripremiato di motociclismo Giacomo Agostini al nostro compianto Felice Gimondi, che ha scritto tra le pagine più belle del ciclismo nazionale. Ed ora tocca all’Atalanta, la “Dea”, pronta ad entrare meritatamente nella Storia del calcio.

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