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Molto ancora da fare sul fronte bergamasco dei vaccini

Se la campagna delle vaccinazioni di massa fosse davvero utile per tornare al più presto alla normalità, allora che sia la benvenuta e la si porti avanti il più rapidamente possibile. C’è solo da chiedersi perché non si sviluppi in parallelo una più efficace cultura delle “terapie domiciliari precoci”, il cui effetto di protezione dal CoViD è già stato ampiamente dimostrato.

La campagna vaccinale è stata preceduta da una lunga e capillare campagna di terrore mediatico, che ha trasformato la popolazione, in particolare quella più attempata, in una comunità di ipocondriaci sospettosi e misantropi, disposta a rinunciare a vivere per evitare il paventato rischio di contagiarsi. Ora si è passati alla morbosa curiosità statistica, scienza non così esatta come si vuol far credere, ed alla conta dei prigionieri e delle vittime.

Ma questi sono i tempi, sui quali i futuri studiosi di sociologia avranno molto da scrivere, così come saranno sottoposti ad un severo giudizio gli esperti improvvisati e i sedicenti virologi che occupano i salotti televisivi come fossero star del mondo dello spettacolo.

Ed in questi tempi sono i portali informativi delle regioni a fare gli straordinari per produrre in dettaglio ed in tempo reale i dati comunali e provinciali riguardanti l’andamento della copertura vaccinale: il nuovo portale della Lombardia segnala al riguardo che nella bergamasca ha ricevuto la prima dose il 20,21% della popolazione individuata, ossia 191.356 sul «target» dei 946.801 residenti, e che 84.564 bergamaschi, pari all’8%, hanno ricevuto anche il richiamo.

Nel periodo che va dallo scorso 27 dicembre alla tarda serata di mercoledì 21 di questo mese il vaccino è stato inoculato a 275.920 bergamaschi, come risulta dai caricamenti sull’«anagrafe vaccinale regionale»: dagli stessi dati emerge che il passo è più spedito dove la terza ondata s’è abbattuta più intensamente.

Con una copertura del 59,95% dei residenti il comune di Valgoglio, con i suoi 283 vaccinati, è attualmente in testa nella bergamasca in questa gara virtuosa e si avvicina all’immunità di gruppo, seconda in Lombardia solo dietro Viggiù, nel varesotto, dove la copertura raggiunge il 69,48%. Seguono poi i comuni del cordone sanitario «steso» a fine febbraio: Parzanica e Tavernola si posizionano ben sopra il 40% ed una quindicina di altre località tra Sebino e pianura orientale vantano una copertura che supera il 30%.

Tuttavia 135 comuni bergamaschi su 243, ossia oltre la metà, hanno provveduto a distribuire la prima dose di vaccino solo al 20% degli aventi diritto, mentre altri 22 comuni non hanno superato il 15%. Maglia nera alle località dell’Isola bergamasca, della val San Martino e della “bassa”.

Venerdì, 23 aprile 2021