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Lo scalo aereo di Orio intende volare alto, ma c’è anche chi si oppone

L’annus horribilis 2020, nell’analisi dei flussi e delle tendenze, va escluso per i ben noti motivi quindi, se si vuole ottenere risultati attendibili, in tutti i casi vanno confrontati i dati del 2021 con riferimento al 2019: con questa premessa, quell’impennata nel numero di viaggiatori partiti, transitati o arrivati ad Orio nei trascorsi mesi di luglio ed agosto, il 64 ed il 69% del 2019, consentirà di contare un totale di oltre 6 milioni di viaggiatori entro la fine di quest’anno.

Sono stati 3.837.032 i passeggeri transitati dallo scalo bergamasco nei primi nove mesi del 2021, ossia il 37% rispetto al 2019 in cui si erano sfiorati i 14 milioni di viaggiatori.

E con questi numeri c’è la concreta prospettiva di portare a 114 le destinazioni collegate, grazie a 16 compagnie aeree in 39 Paesi del mondo. Vueling collegherà con lo scalo orobico l’aeroporto di Parigi Orly mentre la Compagnia Eurowings prevederà un volo con destinazione Düsseldorf in Germania.

Anche il «decollo» di EasyJet da Orio prosegue: la compagnia low cost britannica rilancia grazie ai collegamenti col centralissimo Parigi-Charles De Gaulle e con Amsterdam-Schiphol, mentre per il periodo natalizio tornerà operativa la rotta Olbia. Ma è previsto anche il debutto della rotta su Londra Gatwick, con tre frequenze settimanali (lunedì, venerdì, domenica.

Alla fine di questo mese si aggiungeranno cinque nuovi voli Ryanair, ossia Birmingham, Helsinki, Liverpool, Stoccolma e Tolosa, mentre dal prossimo 5 gennaiola Compagnia Flyr attiverà il volo da Orio ad Oslo-Gardermoen, il principale scalo norvegese.

Michael O’Leary, amministratore delegato della compagnia low-cost irlandese Ryanair, ha recentemente annunciato un progetto che avrà un sicuro impatto sulla Bergamasca: aprire due nuovi hangar all’aeroporto di Orio, preludio di un’ulteriore crescita della flotta in servizio nello scalo e, soprattutto, la creazione di 150 nuovi posti di lavoro.

Fra gli impegni di Ryanair figura la riduzione dell’impatto sull’ambiente, sia in termini di inquinamento acustico che di produzione di Co2, ed in questa direzione la compagnia irlandese si è già mossa, mettendo in pista lo scorso 23 luglio proprio ad Orio il primo Boeing 737-8200 “più green e silenzioso”, con livrea “Malta Air” e con destinazione Malaga.

Questo modello, rispetto alla versione standard, permette di abbattere del 40% le emissioni acustiche e del 16% quelle di anidride carbonica. Al primo aeromobile seguiranno altri nove esemplari di Boeing 737-8200 “Gamechanger” che avranno base all’aeroporto di Bergamo entro l’estate del prossimo anno.

Ma non tutti, sul territorio, valutano positivamente le prospettive di sviluppo dello scalo orobico ed i vantaggi per l’economia bergamasca, per il turismo e per l’indotto: infatti fanno sentire la loro voce fuori dal coro alcune associazioni ambientaliste e comitati di cittadini, sempre molto attivi sui temi che impattano sulla comunità, che considerano quella di Orio una «crescita esasperata».

In una lettera di protesta indirizzata al Governo (il premier Mario Draghi ed i ministri Roberto Cingolani per la Transizione ecologica, Enrico Giovannini per la Mobilità sostenibile e Dario Franceschini per i Beni, attività culturali e turismo), i rappresentanti della comunità locale denunciano una totale mancanza di pianificazione nello sviluppo, una valutazione d’impatto ambientale disattesa, l’assenza di un piano di zonizzazione acustica, la costante erosione della cintura verde di Bergamo.

Nella lettera si sottolinea come il l’aumento del traffico aereo sia ormai fuori controllo, con pesantissime ricadute sull’ambiente e sulla qualità della vita di chi abita nelle vicinanze dell’aeroporto, che dista solo tre chilometri dal centro cittadino ed a poche centinaia di metri dalle prime abitazioni. Uno scalo che per l’80% è al servizio di Milano, ma il cui inquinamento ricade esclusivamente su Bergamo e sui comuni limitrofi.

Preoccupa i residenti anche il progetto di collegare l’aeroporto con Bergamo attraverso una linea ferroviaria di superficie, infrastruttura che i contestatori giudicano legata anche alle ulteriori prospettive di crescita dello scalo orobico ma che apporterebbe danni irreversibili al territorio oltre che scarsi benefici in termini economici.

Mercoledì, 13 ottobre 2021