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Le carte false aumentano i rischi di contagio

Ovunque ci sia un ostacolo, un divieto, un obbligo, un problema, là si annida un’opportunità, un business, un possibile guadagno. Un principio universalmente conosciuto, scientificamente riconosciuto, indiscutibile ed applicato su larga scala per costruire fortune economiche del tutto lecite ma anche per assicurare guadagni illeciti a chi ne fa un uso disonesto e illegale.

Si possono avere opinioni discordanti sulle origini di questa pandemia di Sars-Cov2, sulla sua gestione a livello mondiale, europeo e nazionale, sulle regole che gli Stati hanno fissato per difendersi e sui risultati che si vogliono davvero ottenere, ma se esiste una regola, efficace o inutile che sia, non rispettarla rappresenta comunque un’illegalità.

E il dubbio che infrangere la legge comporti anche un serio rischio per la salute dei cittadini non può che generare inquietudine. Sembra evidente che per alcuni il proprio tornaconto personale sia prevalente su considerazioni di morale ed etica, ma a questo punto è perfettamente lecito che la comunità si difenda punendo con il massimo rigore chi attenta al proprio bene primario: la vita.

Questo è il caso di due criminali di nazionalità indiana, titolari di due agenzie viaggi, una con sede a Bolgare e l’altra a Milano, che proponevano ai loro clienti, quasi tutti connazionali indiani, un «pacchetto viaggio completo» comprendente anche il certificato totalmente falso dell’esito di un tampone nasofaringeo “negativo” al coronavirus.

La Polizia di frontiera di Orio al Serio, coordinata dal sostituto procuratore Chiara Monzio Compagnoni, li ha denunciati a piede libero ponendo così fine al traffico di tamponi falsi destinati a viaggiatori diretti in India via Istanbul, che non essendo stati mai sottoposti a veri tamponi, sarebbero potuti risultare positivi e contagiosi: si tratta del ventenne L.S. titolare dell’agenzia viaggi a Bolgare e del trentasettenne M.C. in attività a Milano i quali, con un supplemento compreso tra i 20 e i 70 euro, producevano la falsa attestazione.

Insieme con i due agenti di viaggio sono stati anche denunciati i 25 passeggeri il cui test nasofaringeo è risultato falsificato, ma altri se ne potrebbero aggiungere dopo che diversi attestati di tamponi anti Covid, alcuni trovati nelle due agenzie viaggi, saranno stati verificati dal laboratorio.

Nell’agenzia viaggi di Bolgare è stato sequestrato un «copioso materiale» comprendente stampe di certificati per test CoViD ed elenchi di viaggiatori a cui associarli, ma anche strumenti informatici utilizzabili per la compilazione dei moduli.

Venerdì, 2 aprile 2021