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L’aeroporto di Orio, in costante fase di crescita, pare sia troppo rumoroso: i «comitati» protestano

Lo scalo bergamasco si sta finalmente avviando a riconquistare le prime posizioni nella classifica degli aeroporti italiani più trafficati e frequentati, dopo un disastroso 2020 dovuto alle difficoltà nei collegamenti in tempo di pandemia.

E per garantire lo sviluppo futuro del «Caravaggio» è già sul tavolo del ministro il Piano di sviluppo aeroportuale 2030, secondo il quale i movimenti di voli e viaggiatori dovrebbero superare anche quelli record del 2019, quando furono quasi 14 milioni i passeggeri che si servirono dello scalo bergamasco.

Nel Piano sono previsti numerosi atterraggi quotidiani sulla città che avranno un certo impatto ambientale su alcuni quartieri periferici e non sarà sufficiente a cancellarne gli effetti l’uso di aeromobili più moderni ed ecologici ma soprattutto meno rumorosi di ultima generazione come la dozzina di Boeing 737-8200 che Ryanair sta posizionando ad Orio.

Lo scalo bergamasco sta quindi decollando e questo è motivo di crescente preoccupazione da parte del «Comitato Aeroporto», che preferirebbe bloccare i voli notturni lasciando inalterata la quantità di quelli diurni, e che richiede inoltre il congelamento dei livelli di utilizzo come già avvenuto per altri scali urbani quali Viterbo, Bolzano e Roma Ciampino.

In effetti i valori di inquinamento acustico rilevati dalle centraline Sacbo superano i limiti di 60 db raccomandati dall’OMS attraverso uno studio curato nel 2018 dal suo Gruppo Europeo secondo il quale l’esposizione media giornaliera superiore a 45 decibel causata dal traffico aereo può determinare qualche conseguenza sulla salute.

Mercoledì, 17 novembre 2021