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La scuola bergamasca ai tempi del CoViD

Mercoledì, 10 febbraio 2021

A margine delle prime ipotesi programmatiche di Mario Draghi in vista della costituzione del nuovo governo, si è fatto cenno anche alla possibilità di prolungare l’anno scolastico fino al 30 giugno, per poter recuperare il monte ore andato perduto nel corso di questi primi mesi.

Secondo i dirigenti scolastici della provincia questa è un’ipotesi insostenibile, in quanto sarebbe quasi impossibile spostare tutti gli esami a luglio senza una modifica alle attuali norme. Decisamente contrari all’ipotesi di prolungamento anche i sindacati di categoria degli insegnanti. Per tutti la soluzione è nel ritorno alla piena regolarità delle frequenze senza più ricorso a turni e a quote in Dad: bisogna investire seriamente e subito sui trasporti, per garantire al 100% dei ragazzi un accesso generalizzato senza turni.

Il prossimo lunedì il prefetto Enrico Ricci ha convocato in Prefettura una riunione alla quale parteciperanno l’Ufficio Scolastico, rappresentanti del mondo dei trasporti e l’ATS per fare il punto su “scuole e trasporti” nel segno della «massima prudenza».

Sul fronte sanitario le scuole della bergamasca stanno vivendo una fase delicata: sono infatti ormai una quarantina le classi in isolamento, una decina in più rispetto alla scorsa settimana. Un numero così alto non si registrava dal periodo tra il 2 e l’8 novembre 2020 quando il picco è stato di 73 classi in isolamento.

Ma il dato apparentemente più allarmante è il «peso» che i contagi nella scuola hanno sul totale delle nuove infezioni contratte nella bergamasca sempre nella prima settimana di febbraio: su un totale di 610 nuovi casi, 83 sono legati alla popolazione studentesca e ai lavoratori del comparto, sebbene si sia rilevato un minore tasso di positività, pari all’8,06% sui 1030 tamponi eseguiti tra il primo ed il 7 febbraio rispetto ai 526 tra il 25 ed il 31 gennaio.

A conferma del fenomeno di riduzione dell’età tra i contagi l’Associazione Italiana di Epidemiologia ha diffuso un aggiornamento al 31 gennaio sull’incidenza del contagio nelle diverse fasce d’età, dal quale si rileva in Lombardia un aumento di casi tra le classi di età fino a 10 anni e quindi anche negli asili e nelle scuole elementari.