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In bergamasca non aumentano gli abbandoni di animali domestici

Si avvicina per gli italiani il periodo tradizionale di vacanza che, come di consueto, registra due fenomeni collaterali: il parcheggio degli anziani in strutture dedicate o il ricovero per improvvise patologie in cliniche e ospedali e l’abbandono cinico e illegale degli animali di compagnia, divenuti ostacolo alla propria libertà di movimento.

I numeri riguardanti questi ultimi, soprattutto se si considera il territorio bergamasco, sono molto esigui anche se confrontati con gli anni pre-Covid, in quanto tutti i cani sono identificati obbligatoriamente dal microchip ed associati al loro proprietario, mentre ciò che sfugge alle statistiche sono le “rinunce di proprietà”, la cui gestione è compito delle tante associazioni sul territorio: va comunque considerato che al proprietario spetta il mantenimento del cane fino a che non si troverà una famiglia più responsabile.

Il lungo lockdown in seguito alla pandemia del 2020 aveva indotto molte famiglie ad accogliere animali domestici da compagnia, in grado di riempire gli spazi aperti dal forzato isolamento, ma il ritorno graduale alla normalità ha di fatto vanificato per molti il bisogno di quello che era stato considerato un “ripiego”, con la conseguenza che il numero di “rinunce” ha subìto un’impennata finendo per aggravare l’impegno dei volontari che si occupano della ricerca di una nuova collocazione agli animali espulsi dalle famiglie.

Ma ci sono molti che non rinunciano al loro animale domestico e preferiscono spostarlo in altre loro proprietà, in attesa del loro fine vita, lasciandolo isolato in qualche recinto o nelle loro seconde case con cibo scarso e discontinuo, oppure cani che dopo la morte del padrone sono tenuti senza alcun rispetto e cura dagli eredi del defunto.

L’art. 104 comma 1 del TU 33/2009 della Regione Lombardia condanna la detenzione in isolamento quale maltrattamento, mentre il regolamento regionale n.2 del 13/4/2017 all’art. 6 è molto chiaro circa gli obblighi del proprietario: al cane, che è un animale sociale, devono essere assicurati cibo, riparo, cure, ma anche attività motoria giornaliera e socializzazione e divieto di detenzione da catena.

L’inottemperanza di queste prescrizioni comporta una sanzione che va da 150 a 900 euro; di questi casi se ne occupano anche le “Guardie per l’Ambiente” e le “Guardie SVA” (Servizio di Vigilanza Ambientale di Legambiente), oltre che le Polizie Locali ed i veterinari ATS, con un carico di lavoro aumentato considerevolmente in questi mesi.

Se i numeri possono lasciarci ottimisti, è perché nelle nostre zone i cani microchippati sono la stragrande maggioranza e quelli privi di iscrizione all’Anagrafe Canina Regionale sono una frazione trascurabile. Infatti il randagismo non è endemico nella nostra Provincia ed un cane vagante ha la quasi totale certezza di finire al Canile Sanitario di Levate, dove gli addetti potranno rintracciare i proprietari, oppure essere accolto nei canili con i quali i Comuni, nella bergamasca la quasi totalità, sono convenzionati.

Alle statistiche sfuggono i gatti, in maggior parte non microchippati in quanto la relativa legge è stata introdotta solo dal gennaio dello scorso anno dalla Regione Lombardia, e questo ne favorisce l’abbandono senza grosse conseguenze. Anche degli amici felini ad occuparsene sono i volontari delle varie associazioni ambientali ed animaliste sparse su tutto il territorio bergamasco.

Questi i dati forniti proprio oggi da ATS Bergamo:

ANNO 2020 

  • n. 1276 cani catturati
  • n. 863 cani riscattati dai proprietari (67,6%)

ANNO 2021 (da gennaio a maggio compreso)

  • n. 486 cani catturati
  • n. 289 cani riscattati (59,5%)

Infine, per un confronto dello stesso periodo del 2020, da gennaio a maggio compreso:

  • n. 485 cani catturati
  • n. 343 cani riscattati (70,7%).

Dati confortanti che il dottor Antonio Sorice, direttore del Dipartimento Veterinario di ATS Bergamo, così commenta: «In generale il numero complessivo dei cani recuperati resta costante. In particolare nell’anno del Covid, il 2020, il numero dei cani che sono stati recuperati dal territorio non è aumentato significativamente pur nelle difficoltà delle famiglie legate all’anno della pandemia».

Un ringraziamento per la preziosa consulenza a Marina Maestroni, Guardia Zoofila con decreto Prefettizio e responsabile delle Guardie per l’Ambiente di Bergamo con la qualifica di Polizia Giudiziaria durante i servizi di pattuglia, coadiuvata da Daniela Consoli e dalle Guardie SVA di Legambiente Bergamo.

Giovedì, 29 luglio 2021