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Costituito a Piario in Valle Seriana un centro per le terapie monoclonali

Non sono vaccini ma un’arma in più nella lotta al CoViD, si possono utilizzare nelle primissime fasi di infezione virale, prima che la malattia evolva in modo grave, e sono destinati a pazienti che hanno già condizioni di fragilità quali il diabete, malattie cardiache come lo scompenso, l’obesità, o sono immunodepressi: si tratta degli “anticorpi monoclonali” il cui uso è stato di recente autorizzato ufficialmente dall’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco.

Se l’infusione avviene quando la malattia è già in fase avanzata gli anticorpi monoclonali sono un’arma praticamente inutile, ma se si agisce nella fase iniziale sintomatica del Covid, si scongiurano l’ospedalizzazione e il ricorso a tecniche invasive, come il casco Cpap o l’intubazione.

Questi prodotti di laboratorio sono “clonati” da materiale ematico di soggetti malati: nel trattamento dei pazienti Covid si differenziano dal plasma che contiene più anticorpi, non solo contro il Covid, mentre questi sono “mirati”, vanno cioè dritti al bersaglio della proteina che il virus utilizza per agganciarsi alle cellule e così replicarsi.

L’Asst Bergamo Est ha deciso di creare un unico centro di somministrazione per tutto il territorio di riferimento: le infusioni di anticorpi monoclonali sono state accentrate all’ospedale di Piario, nel reparto di Medicina diretto da Giovanni Locatelli. Attualmente sono già tre i pazienti trattati.

La somministrazione di questi anticorpi deve avvenire in ospedale. Proprio per la necessità di osservare le più scrupolose norme che impediscano contatti tra altri pazienti, dal momento che chi è trattato con gli anticorpi monoclonali è positivo, si è organizzato un percorso protetto scegliendo di utilizzare le stanze di degenza Covid, la cui occupazione si è fortemente ridotta, come spazi destinati per l’infusione.

A tutt’oggi risulta che siano 150 le dosi di anticorpi monoclonali già destinate al territorio bergamasco e conservate presso l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. A Piario si concentrerà la somministrazione ai pazienti del territorio dell’Asst Bergamo Est: la segnalazione di possibili candidati può avvenire anche attraverso i pronto soccorso, dove questi pazienti si presentano in autonomia, per i primi sintomi di contagio.

Un ruolo fondamentale nell’individuazione tempestiva dei soggetti positivi da trattare è assegnato al medico di base: dopo il test di positività fatto in presenza dei primi sintomi, il paziente viene convocato dall’Ospedale per ulteriori accertamenti e, se la candidatura è confermata, l’infusione avviene nella stessa giornata. Una sola infusione, che al sistema sanitario costa fino a 1.500 euro e che dura circa un’ora a cui segue un’altra ora di osservazione, in regime ambulatoriale: al termine il paziente può tornare a casa.

Mercoledì, 19 maggio 2021

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