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Variante di San Giovanni Bianco: “Si inizi a verificarne la fattibilità. Poi va inserita nel Piano regionale”

I prossimi mesi (entro l’estate) potrebbero essere importanti per una futura realizzazione della variante in galleria di San Giovanni Bianco, l’unica – nel tratto Almè-Piazza Brembana – che manca all’appello sull’asse del Brembo.

Le code che si creano nel centro storico sono ormai sempre più frequenti, in estate e in inverno, e l’attraversamento dell’abitato sempre più difficoltoso. Situazione che rischia ora anche di peggiorare se verranno azionati i semafori per eventuali manovre in sicurezza dei bus di linea.

Nei prossimi mesi il Consiglio regionale discuterà (viene steso ogni otto anni), il Piano regionale dei trasporti e della mobilità. Ed è fondamentale che (come la tangenziale Sud Paladina-Sedrina) anche la variante di San Giovanni Bianco (oggi non inserita) venga considerata e inserita.

Spiega il consigliere regionale Jonathan Lobati, che sarà relatore del Piano essendo presidente della Commissione territorio, infrastrutture e mobilità: “Mi farò promotore del suo inserimento. Sarebbe però importante che, entro due mesi, Comune o Provincia, realizzino quello che si chiama Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DocFap) così da avere più forza nella proposta. Potrebbe, per esempio, essere finanziato dal Consorzio Bim”.

Sulla necessità della variante di San Giovanni Bianco concorda anche il consigliere regionale Alberto Mazzoleni. “La variante di San Giovanni Bianco, di cui è stata abbandonata la prima idea progettuale da anni, è diventata ormai sempre più importante. Ritengo invece che le amministrazioni, comunale e provinciale, dovrebbero rimetterla al centro dei loro programmi e forse, complice il malumore di tanti cittadini e automobilisti costretti a subire interminabili code, qualcosa si sta finalmente muovendo. Sono certo che Anas sia disponibile a fare la propria parte, così come la Regione a collaborare. Serve però un forte, fortissimo, input locale, altrimenti difficilmente si potrà realizzare“.

Eppure credo sia necessaria per tanti motivi:
1) Programmazione! E’ l’ultimo grande paese della valle a non avere una circonvallazione e quindi ad essere attraversato dalla strada statale
2) Qualità della vita! Per molti giorni all’anno e in alcune ore della giornata si creano lunghe code in entrata ed uscita dal paese a causa del sua attraversamento con problemi per chi vive e frequenta la valle, anche dal lato ambientale
3) Sviluppo! San Giovanni Bianco è sede di Ospedale e numerose piccole e grandi imprese ed i collegamenti devono essere veloci ed efficienti
4) Sicurezza! Attraversamento del centro abitato di migliaia di veicoli e mezzi pesanti rappresenta un grande rischio per l’incolumità delle persone
5) Turismo! non ultimo lo sviluppo turistico soprattutto delle aree a monte di San Giovanni Bianco che per la mancanza di questa opera che fluidificherebbe il traffico subiscono ogni anno enormi danni commerciali.

“Sarebbe buona cosa avviare la progettazione cercando di ridurre i costi – aggiunge ancora il consigliere Lobati -. Il vecchio studio di massima che prevedeva la galleria dalla località Tre Croci fino in cima al paese oggi costerebbe 300 milioni di euro, soldi impensabili da trovare. Bisogna pensare a una variante che resti nei costi della variante di Zogno, tra i 50 e i 100 milioni di euro – continua – per poter ragionevolmente vederla realizzata in una decina di anni. Sicuramente bisogna diminuire la lunghezza, limitarla magari al centro storico utilizzando opere già fatte, per esempio il nuovo ponte a nord. Servirebbe per ottimizzare i costi”.

Venerdì 6 marzo 2026

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