E’ tornata, il 23 aprile, a sgorgare di nuovo acqua – a circa due anni dallo stop – dalla storica fontana artistica in pietra di Elio Rota, lungo gli Orridi della Valle Taleggio.
Grazie agli Amici delle baite di San Giovanni Bianco la fontana è stata ripristinata. E a lei è stata affiancata un’altra piccola fontana, sempre in pietra e realizzata da Elio Rota, 87 anni, famoso proprio per le sue sculture realizzate dalle “Corne de Bremp” (corne del Brembo).
La fontana venne posata nel 2004, dopo una vicenda curiosa che ebbe come protagonista lo stesso Elio Rota, impresario edile di San Giovanni Bianco. “Mi trovavo in ospedale a Zingonia – racconta – e mi sono sognato di bere acqua da quella buonissima sorgente che si trova negli Orridi. Così, una volta uscito dall’ospedale sano e salvo, ho realizzato quel faccione nominandolo “Ol crapù, l’acqua, la sit” (Il crapone, l’acqua, la sete)”.
Per anni la fontana ha funzionato, diventando un luogo di sosta per centinaia di persone. Tantissimi coloro che, ancora ora, vengono qui per rifornirsi di litri e litri di acqua per poi portarla a casa. Circa due anni fa la rottura, dovuta a materiale che aveva ostruito le canne. Per lungo tempo la zona era stata anche delimitata dalla Provincia, per la caduta soprastante di materiale.
Nei giorni scorsi l’intervento del Gruppo Amici delle Baite (che ora si chiameranno Amici delle Baite e delle sorgenti…) ha consentito il ripristino della fontana, con la posa anche della piccola fontana “Il drago”, a fianco.
“Quella per me è la sorgente d’acqua più buona della valle – dice Elio Rota -. Tantissimi sono coloro che si fermano per bere. E la sorgente non cambia mai la portata, né con i temporali né per lunghi periodi di siccità: 20 litri al secondo. A detta di un geologo, prima di arrivare in superficie, compie un percorso sotterraneo che dura circa 20 anni”.
Le foto di Gianni Gritti



Venerdì 24 aprile 2026










