La proposta arriva da un cittadino di San Pellegrino, Alessandro Gervasoni, consulente assicurativo e appassionato della storia della Ferrovia della Valle Brembana. Si tratta di una “Petizione per l’assunzione di responsabilità istituzionali sulla viabilità della Valle Brembana”, con la richiesta di prolungamento della tranvia fino a San Giovanni Bianco.
“La Valle Brembana – si legge nel testo della petizione che ha raggiunto a fine anno quasi 500 firme – versa da anni in una condizione di grave insufficienza infrastrutturale sul fronte della viabilità. Il traffico congestionato, divenuto ormai strutturale e non più emergenziale, compromette la sicurezza stradale, la qualità della vita dei residenti e la sostenibilità economica e turistica dell’intero territorio. Questa situazione è il risultato di ritardi, rinvii e mancate decisioni politiche che hanno progressivamente aggravato una criticità nota e più volte segnalata dagli amministratori locali, dai cittadini e dagli operatori economici. Non è più accettabile che la Valle Brembana continui a subire le conseguenze di una pianificazione incompleta e di una carenza di volontà politica”.
“Il completamento e la messa in esercizio senza ulteriori proroghe della linea T2 Bergamo – Villa d’Almè, così come il suo prolungamento fino a San Giovanni Bianco, costituiscono interventi indifferibili, già individuati come strategici nei documenti di programmazione territoriale. Ogni ulteriore ritardo rappresenta una responsabilità politica diretta da parte degli enti competenti. Chiediamo a Regione Lombardia, alla Provincia di Bergamo, ai Comuni coinvolti e agli enti gestori di assumere pubblicamente impegni vincolanti, definendo tempi certi, risorse dedicate e un cronoprogramma trasparente per la conclusione dell’opera e il suo prolungamento”.
“In assenza di risposte concrete e verificabili – prosegue la petizione – le istituzioni saranno chiamate a rispondere politicamente delle conseguenze economiche, ambientali e sociali che continuano a ricadere sulla Valle Brembana. Firmare questa petizione significa esercitare un diritto civico fondamentale: chiedere conto delle scelte, dei ritardi e delle responsabilità di chi governa, nell’interesse della Valle Brembana e delle sue comunità“.



Giovedì 1 gennaio 2026










