C’è un fermo per il delitto di Hassan Matrid, trovato morto il 5 gennaio, alle 8,20 sulla provinciale tra San Giovanni Bianco e Taleggio. La sera del 6 gennaio, i carabinieri hanno fermato un cittadino tunisino di 53 anni, in regola con il permesso di soggiorno e incensurato, ritenuto responsabile della morte del cittadino egiziano: il corpo del 43enne egiziano, già ospite nel 2023 del centro di accoglienza migranti di Sottochiesa, era in posizione supina, parallela alla strada, vestito e completamente coperto da due trapunte macchiate di sangue; presentava vistosi traumi alla testa.
Attraverso l’analisi incrociata dei tabulati telefonici della vittima e dei filmati della video sorveglianza pubblica e privata, nonché dall’esame dei sistemi di lettura targhe presenti in provincia, i Carabinieri sono riusciti a individuare il furgone utilizzato per trasportare il corpo della vittima sul luogo del rinvenimento e a individuare l’ora dell’abbandono del cadavere, compresa tra le 5,57 e le 6,15 del giorno 5 gennaio.
Sono quindi risaliti al proprietario del veicolo, che da mesi era in contatto con la vittima con la quale saltuariamente effettuava piccoli lavori edili.
L’indagato è stato sentito a più riprese tra il momento della sua individuazione, avvenuta nel corso della sera del 5 gennaio e la sera del 6 gennaio, quando gli è poi stato notificato il provvedimento di fermo: nelle diverse circostanze ha progressivamente fornito più versioni dei fatti accaduti.
Sulla base delle incongruenze accertate nella ricostruzione fornita e delle ammesse e verificate condotte finalizzate allo spostamento del cadavere dall’abitazione da parte dell’indagato, ed al successivo occultamento, il Pubblico Ministero ha disposto il fermo del cittadino tunisino.
L’indagato è stato quindi portato alla Casa Circondariale di Bergamo a disposizione del Giudice per le indagini preliminari, e in attesa dell‘interrogatorio.
Mercoledì 7 gennaio 2026










