Se la prospettata lunga chiusura della strada comunale di via Tasso, a San Pellegrino, a seguito della caduta massi, sarà confermata, il danno al turismo di tutta la Valle Brembana sarà inevitabile e importante.
La strada chiusa (anche a pedoni e ciclisti) da lunedì pomeriggio dopo la caduta di alcuni massi, uno di grosse dimensioni, di fatto toglie ogni alternativa in paese per il transito delle biciclette, cicloturisti e non solo: la pista ciclabile vera e propria, infatti, quella che corre sul lato opposto del Brembo, è chiusa da più di un anno, anche qui per la caduta di massi e il rischio di ulteriori frane. I fondi per la messa in sicurezza non ci sono.
Da un anno il collegamento della pista ciclabile tra San Pellegrino e San Giovanni Bianco è stato garantito dalla strada comunale che dal ponte Cavour arriva – tramite via Tasso – al ponte per la variante per Dossena, nei pressi dell’ex Pracastello (zona San Rocco). Un tratto comunque pericoloso essendo promiscuo con auto e camion. Ma la continuità della pista ciclabile che parte da Bergamo e arriva a Piazza Brembana era di fatto garantita.
Con l’interruzione in via Tasso non lo sarà più, a meno che si possa pensare di far transitare con enormi pericoli i ciclisti nelle lunghe gallerie della variante di San Pellegrino. A questo punto i ciclisti “professionisti”, per raggiungere l’alta valle avranno due-tre alternative: la più corta passando per Alino e Fuipiano al Brembo, quindi San Giovanni Bianco. Oppure la Val Taleggio, o ancora la Val Serina e Dossena.
Ma il danno è più legato al target della pista ciclabile: famiglie, ragazzi, cicloturisti anche dall’estero che nella pista della Valle Brembana vedevano anche un motivo per venire nella nostra terra. Inevitabilmente si dovrà segnalare che la pista, arrivando da Bergamo, è interrotta a San Pellegrino, senza valide alternative.
Non resta che verificare l’entità del pericolo sul versante franato e capire se vi siano spiragli di riapertura. Ma quel tratto è già sotto la lente del Comune da anni: negli anni Sessanta una persona morì travolta da un masso, dal 2022 c’è un progetto esecutivo per la messa in sicurezza, presentato in Regione, ma non ancora finanziato (per 1,8 milioni di euro).

Martedì 17 marzo 2026










