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Paladina-Sedrina, lo sfogo di un imprenditore: “Viabilità impossibile, da 20 anni senza risposte”

“Una viabilità impossibile, che ci fa perdere tempo e risorse. Da vent’anni attendiamo inutilmente delle risposte dalle istituzioni”. Lo sfogo dell’imprenditore-autotrasportatore di Bracca, Massimo Rondi, a Bergamo Tv, sul disastro dei tempi di percorrenza della statale della Valle Brembana, ha per l’ennesima volta messo in evidenza quello che resta il problema principale della nostra terra: i tempi di percorrenza dalla città.

Sfogo che ha portato al commento del vicesindaco di San Pellegrino, Vittorio Milesi.

“Sacrosante e legittime le critiche sollevate dal mondo del lavoro e dell’autotrasporto locale attraverso la voce di Massimo Rondi – scrive il vicesindaco di San Pellegrino, Vittorio Milesi – .La sua denuncia racconta la realtà di una Valle lasciata sola per troppo tempo, una realtà che le istituzioni hanno il dovere di ascoltare senza alibi, senza dichiarazioni di circostanza e senza tentativi di minimizzare quanto accaduto. Se oggi un imprenditore e lavoratore è costretto ad alzare la voce per reclamare risposte concrete, è perché da oltre vent’anni chi aveva responsabilità amministrative e politiche non è stato in grado di garantire ciò che era stato promesso.
È inaccettabile che un’infrastruttura strategica e vitale per il futuro della Valle Brembana sia rimasta bloccata per due decenni tra rinvii, procedure interminabili e mancanza di decisioni. Un’opera che avrebbe dovuto completare il proprio iter progettuale nell’arco di due anni è diventata il simbolo di ritardi, indecisioni e occasioni perdute che continuano a penalizzare cittadini, lavoratori e imprese.
Le conseguenze di questo fallimento sono sotto gli occhi di tutti. Le aziende affrontano ogni giorno costi aggiuntivi, ritardi e difficoltà operative aggravate dai vincoli imposti dai cronotachigrafi; gli studenti sono costretti a partenze all’alba per raggiungere scuole e università; i cittadini devono pianificare con largo anticipo anche gli spostamenti più essenziali, compresi quelli legati alla salute. È una condizione che non può più essere considerata normale. La Valle Brembana ha dimostrato pazienza, senso di responsabilità e capacità di sopportazione ben oltre ogni ragionevole limite. Oggi quella pazienza è esaurita. Le parole di Massimo Rondi interpretano il sentimento diffuso di un intero territorio che non accetta più rinvii, giustificazioni o scaricabarile.
Per questo il completamento immediato della progettazione, il reperimento delle risorse necessarie e l’avvio dei cantieri devono diventare una priorità assoluta per tutti i soggetti coinvolti. Non si tratta più soltanto di realizzare un’opera pubblica, ma di restituire a una comunità ciò che le è stato negato per troppo tempo: il diritto alla mobilità, allo sviluppo economico e alle stesse opportunità di crescita e di qualità della vita garantite ad altri territori. La Valle Brembana non chiede privilegi. Chiede rispetto e fatti concreti in tempi certi”.

Sabato 13 giugno 2026

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