“Sono qui e sono felicissimo. Posso riprendere a fare tutto quello che facevo prima, scalare gli 8.000. Anche i medici, dopo il check al cuore, sono rimasti sorpresi. Pienamente recuperato”.
Simone Moro, 58 anni, l’alpinista bergamasco (37 spedizioni in Himalaya) molto legato alla Valle Brembana (dove alleva alcune capre) e a Foppolo, parla in un breve video in cui riprende a correre (“solo 600 metri di dislivello, per iniziare”) della sua “rinascita” dopo la brutta esperienza, e la paura, vissuta in Nepal lo scorso 12 dicembre: un arresto cardiaco mentre era a 5.000 metri, dopo aver raggiunto la vetta del Mera Peak, a 6.476 metri, come allenamento per la prima invernale del Manaslu.
Prima le cure d’urgenza a Kathmandu, in Nepal, poi all’ospedale “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo, nelle mani di Paolo Canova, 42 anni, cardiologo di San Pellegrino. Il 30 gennaio l’ultimo check e gli esiti positivi: “Tutto apposto – dice Moro – posso riprendere a correre, a scalare”. E ringrazia Paolo. Che a sua volta ricambia: “Un uomo di montagna, un uomo dal cuore forte come una montagna, 8.000 grazie Simone Moro per la gratitudine”.
Venerdì 30 gennaio 2026










