Il portale della Valle Brembana e delle Orobie

spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
HomeRedazionaleIn evidenza"Grazie Aurelio e Teresina. Perché Foppolo resterà il posto del cuore per...

“Grazie Aurelio e Teresina. Perché Foppolo resterà il posto del cuore per tanti”

Pubblichiamo volentieri la lettera inviataci da una mamma che ha trascorso infanzia e giovinezza sulle piste da sci di Foppolo. Ricorda gli anni d’oro della stazione sciistica e il particolare legame con Aurelio Paganoni e la sorella Teresina che, dopo quasi mezzo secolo hanno chiuso il bar, punto di riferimento per tanti sciatori e villeggianti.

“Se ne va un pezzo della mia infanzia felice e spensierata… Apro i social e da un articolo leggo che loro chiudono… Un’ altra piccola realtà e attività commerciale che chiude nel posto del mio cuore: Foppolo. Ma non si tratta di un’attività qualunque, si tratta di pezzi di vita di tante persone che fin dagli anni 60-70 e col boom degli anni’80 hanno passato le vacanze di Natale, i weekend e le vacanze estive in questa località sciistica meravigliosa e ci è cresciuto un po’”.

“Storie di persone e pezzi di vita indelebili che hanno segnato per tanti un’ infanzia e adolescenza veramente spensierata, tempi di quando i nonni c’erano ancora e ci tenevano per mesi a Foppolo mentre i genitori lavoravano e salivano il weekend. Il sabato si saliva … inizia dal Ponte dell’Immacolata la stagione e noi bambini e ragazzi avevamo le tappe fisse tra le quali andare a salutare l’Aurelio e la Teresina e prendere i giornali: i quotidiani per i genitori e i per i nonni letture serie e magari i magazine più leggeri per noi ragazzi o bambini che facevamo gli album con le figurine”.

“Da bambina le mie nonne mi mandavano a prender i giornali, le sento ancora… Wara controlla bene la data e il resto, perché così mi allenavo con le tabelline! Il reparto giochi della Teresina era vietatissimo, erano sempre esposti e quasi avevo paura di girarmi per guardarli e mi chiedevo sempre quale bambino quel giorno sarebbe stato fortunato ad averne uno solo. Da mamma ora capisco tante cose e capisco gli insegnamenti delle nonne e dei miei genitori. Poi altra cosa vietata erano le caramelle o chewing-gum, quelle fanno malissimo ai denti e poi saresti tornata col resto sbagliato… non sia mai! Trovavi sempre l’Aurelio al bancone serio e impeccabile ma che prima di uscire ti avrebbe sorriso stupendoti… e la Teresina o seduta a leggere il giornale e aspettare qualche cliente in piedi o in piedi vicino alla stufa o a servire i clienti sempre con il suo pile bello colorato e pesante e il suo sorriso”.

“Frase di rito: ah chi c’è qui, sei salita sola? Ti fermi? Quanto stai su? E i tuoi? E allora a quelle domande ti sentivi a casa ti sentivi voluta bene trovavi un posto nel mondo, loro erano quelle certezze che la vita ti regala che magari non ci fai caso subito ma per una bambina e poi ragazzina e poi donna e ora mamma sono state così importanti che solo quando capisci che tra quelle vetrate non vedrai più loro ti fanno pensare e ricordare e rendere conto di quanto sei stata fortunata a vivere gli anni d’oro di Foppolo e parte della tua  vita con la Teresina e l’Aurelio. Ogni volta che salivo a Foppolo, estati e inverni, voi eravate sempre lì, ad accogliere i turisti ligi al lavoro e alla passione per quell’ angolo della mia infanzia che come tante cose belle non tornerà più; sono mancata molti anni da Foppolo come tanti ragazzi della mia generazione che tra  Università nei primi anni 2000 e il formarsi della famiglia magari ti portano altrove e poi quattro anni fa, quando sono diventata mamma, ho ricominciato a salire con il mio Edoardo perché le tradizioni non si devono fermare, perché Foppolo rimarrà sempre il posto del cuore di tanti ragazzi e amici e cugini che come me sono ritornati e hanno ricominciato le tradizioni; e  così uno dei primi posti dove ho portato il mio Edoardo è stato da voi e tu Teresina che mi hai detto: ma ti facevo ragazzina e se già mamma! E poi le solite domande: sei sola? Vi fermate un po’? E i tuoi? E così ricominciava tutto e mi sembrava di aver ancora la nonna Lina che mi aspettava al sesto piano del Tre Cime con il resto, o la nonna Miranda che aspettava i suoi Magazine dal Valgussera o le mie cugine sempre del Tre Cime che aspettavano il mitico “Cioè”… io che entravo da mamma col passeggino in mano e uscivo ancora un po’ bambina ogni volta”.

“Una cosa era cambiata… alla fine il reparto giochi potevo guardarlo e prendevo un gioco a Edoardo però sentivo di far quasi peccato ricordando le raccomandazioni delle nonne come se fosse ieri ma lo facevo pure per la Teresina e l’Aurelio che erano felici di veder me ed Edoardo, loro amavano il loro lavoro e i loro clienti eravamo per loro una grande famiglia, ne sono sicura. Avranno un po’ chiuso a malincuore ma hanno fatto tanto per Foppolo ed è giusto pure un meritato riposo e che possano godere del loro tempo libero e delle loro passioni”.

“Per me e per tanti non sarà la stessa cosa però non trovarli al solito posto quest’ anno quando salirò ed Edoardo chiederà sicuramente di loro; a lui spiegherò che ci vedremo ancora per il paese e racconterò di quanto la vostra attività commerciale non è stata soltanto quanto tale ma un pezzo di vita di tanta gente che rimarrà indimenticabile. Grazie Teresina e Aurelio. Questo il ricordo di una bambina della generazione  degli anni 80 che è cresciuta con voi e alla quale mancherete tanto”.

Wara Remuzzi 

Venerdì 9 gennaio 2026

spot_img
spot_img