HomeRedazionaleAtalanta, ora caccia al posto in Conference. Palladino, bilancio negativo?

Atalanta, ora caccia al posto in Conference. Palladino, bilancio negativo?

Di Diego Valceschini

Saltato anche l’ultimo treno per l’Europa diretta. D’accordo, in finale ci sarebbe stata l’Inter, e perdere la sesta finale consecutiva di Coppa Italia sarebbe stato piuttosto umiliante. Ma non lo è stato da meno uscire in questo modo dalla Coppa Italia , contro la nona della serie A, in casa, quando la maggior parte dei pronostici pendeva dalla parte dei nerazzurri.

Il gol tolto ad Ederson grida vendetta, la paratissima di Motta a Scamacca sulla traversa a negare una gioia stile Borussia Dortmund al 96’ lo stesso, il beffardo gol annullato a Raspadori nei supplementari per un fuorigioco di poco di Zappacosta ancora, il diagonale dello stesso Ederson che potevano essere incrociato meglio entra nei rimpianti della serata. Ma soprattutto il rammarico di aver chiuso in vantaggio dopo la seconda serie di rigori. Segna Raspadori, e Carnesecchi para su Nuno Tavares. Fin quì tutto bene . Motta para su Scamacca, e Cataldi becca il palo. Quì psicologicamente doveva essere un buon momento per l’Atalanta: se Zappacosta segna è 2-0 ed è finita. Invece dopo la seconda parata di Motta e la rete segnata da Isaksen si è capito che la sera stava prendendo una piega sbagliata. Il successivo rigore parato a Pasalic ed il gol di Taylor ha compromesso irrimediabilmente la serata, poi CDK, la sua tensione e la quarta parata di un fenomenale Motta (eguagliato Dudacham dello Steaua nella finale di Coppa dei Campioni contro il Barcellona nel 1986) chiudeva nel peggiore dei modi una sera stregata. Vanificato il 3-0 alla Juve nei quarti (lanciato da un rigore alquanto discutibile, ma la Juve ci mise molto del suo)

PALLADINO, NUOVO FLOP? – Bello, bravo e simpatico. Sì, ma poco vincente. Anche la Palladino-mania rischia di evaporare in questa triste serata primaverile: fuori dalla Champions, sotterrato da 10 gol in due sfide dal Bayern dopo il fortunoso rigore qualificazione ai playoff, fuori dalla Coppa Italia dopo una semifinale alla portata contro un’avversario non certo irresistibile: all’andata il copione Lazio avanti-subito pareggio aveva caratterizzato emozionalmente la sfida, che ha replicato anche ieri col vantaggio di Romagnoli subito replicato da Pasalic (con netta deviazione di Taylor) . Ma in generale manca quella squadra in grado di fare giocate essenziali e decisive che aveva caratterizzato le precedenti annate: ieri un primo tempo spento ai limiti della noia, una squadra incapace di aggredire l’avversario , come si è già visto contro Juve e Roma in campionato, e che è venuto fuori anche ieri: inutile tenere il pallino del gioco per essere poi inconcludenti, al netto del possibile errore arbitrale sul gol tolto ad Ederson. Anche quando i capitolini sembravano sulle corde è mancato quello spunto vincente per risolvere la partita.

Adesso il bilancio non può che essere negativo: Palladino il guaritore, giunto per tappare le falle della gestione Juric, che sembrava persino riportare il club a competere per la Champions, invece lascia un finale di stagione in cui non sarà neppure più padrona del proprio destino: se finisce settima e la Lazio vince la Coppa Italia, è fuori dall’Europa, quindi deve arrivare almeno sesta, un posto distante al momento 4 punti, per essere sicura di fare almeno la Conference. Per carità, può ancora arrivare anche quinta e lasciare che siano Como e Roma eventualmente a capire chi resterà fuori. Ma nessuna partita appare scontata: già dalla prossima a Cagliari col club di Pisacane che cercherà il successo che lo metterebbe al sicuro, essendo quint’ultimo con un vantaggio di cinque punti sulla B, non tantissimi. Insomma, alla fine Palladino ha avuto il merito di riportare la Dea almeno in posizione europea, ma adesso dovrà fare uno sforzo enorme per essere almeno tra le prime sei. Per non correre ulteriori rischi. E sinceramente, dopo le stagioni di Gasperini trovare delle motivazioni così esigue per un finale di campionato è quasi da non esserci più abituati. Verrebbe da dire. ringraziamo che stiamo in serie A che è già tanto, ma il club non si deve più abituare alla mediocrità del periodo 2011-2015.

UNDER 23, SALVEZZA SENZA SQUILLI – Ed in serie C l’Atalanta Under 23, dopo il pareggio per 1-1 a Sorrento ha chiuso in anticipo la stagione con una salvezza senza squilli: ad una giornata dal termine infatti occupa la dodicesima posizione con 44 punti , ma non può più raggiungere la qualificazione ai playoff (anche perchè il Potenza decimo ha già vinto la coppa Italia di serie C ed è già qualificato alle semifinali playoff, quindi avrebbe dovuto arrivare al nono posto a +9) ed è a +6 dai playout, quindi va in archivio un’annata col minimo sindacale della permanenza, a causa anche di troppe trasferte difficoltose contro club blasonati in cui non si poteva fare di più. Si spera che almeno in estate venga ricollocata in un girone con meno difficoltà di trasferte, magari provare l’esordio nel girone B, più alla portata come gestione trasferte.

Giovedì 23 aprile 2026

spot_img
spot_img