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Zogno piange Rino Berlendis, alpino d’Italia nel 2006: per 30 anni volontario in Africa

Si è spento a Zogno, martedì 21 aprile, Rino Berlendis, classe 1937, storico alpino. Fu eletto “Alpino dell’anno” nel 2006 per il suo volontariato in Africa. Profondo il cordoglio tra gli alpini, nella comunità di Zogno e della Valle Brembana, per quello che è stato l’ultimo finora, degli alpini orobici, ad aver ricevuto il prestigioso premio istituito nel 1974.

Nel 2014 Berlendis ricevette dall’Avis di Zogno il premio intitolato a Barbara Aramini, per i suoi 75 viaggi in Africa da 30 anni.

Tantissime le manifestazioni di cordoglio ricevuto dalla comunità di Zogno e dagli alpini dalla famiglia. Rino lascia la figlia Barbara, fratelli, sorelle e nipoti. La camera ardente è composta nella casa di Endenna, in via Brolo. I funerali saranno celebrati venerdì 24 aprile, alle 15, nella parrocchiale di Zogno.

Questa la motivazione del premio ricevuto nel 2006: “Servizio militare di lega svolto nella Compagnia Genio Pionieri della Brigata Orobica a Merano. Iscritto al gruppo di Zogno. Completando nel 2006 l’attività continuata volontariamente per 25 anni con la collaborazione degli alpini del gruppo di Zogno e con l’aiuto della Comunità Europea e del Ministero degli Esteri, recandosi in Africa in 62 periodi a spese proprie, ed utilizzato la vendita di 2200 preziosi presepi da lui scolpiti in legno, realizzava nel tempo a Rilima, nel Ruanda, nel centro dell’Africa, un complesso di opere costituito da: una scuola professionale per falegnami e saldatori, un dispensario sanitario ed un Centro Sanitario dotato di una struttura ospedaliera ortopedica efficiente e moderna, con due sale operatorie e palestra per la cura chirurgica e la riabilitazione, dove alcuni medici europei volontari operano i numerosi bimbi colpiti da malattie o traumi o da eventi bellici. Nel Centro lavorano numerosi volontari e 30 dipendenti. Nel corso dell’anno 2006 è stata eseguita la ristrutturazione di una notevole parte degli edifici; sono stati messi in opera due grossi serbatoi per l’acqua piovana ed è stato bonificato un terreno di 15.000 metri quadrati che sarà utilizzato per coltivare risorse alimentari ad uso dei ricoverati. L’opera dell’Alpino Rino Berlendis continua a svilupparsi”.

Mercoledì 22 aprile 2026

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