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Carona, nella casera del 1600 l’enoteca che racconta la valle

Da ValbrembanaMag, numero 14, di giugno 2026, in edicola a due euro

Tre tavoli, ricavati dai ripiani dove un tempo si facevano stracchini, venti posti a sedere, per degustare taglieri di formaggi nostrani, salumi e vini da tutta Italia. In un’atmosfera unica, intima, elegante, ricavata in un’antichissima cantina e casera del 1.600, tra muri di pietra e legno che sanno di storia, di sudore, di lavoro dei nostri antenati.


Si chiama «Angolo diVino», siamo nel borgo storico di Fiumenero di Carona. Qui, dicono, ci sono le abitazioni più antiche del paese. Qui, dall’agosto 2025, è il «regno» di Fabio Vanini, 57 anni, caronese doc, che ha aperto il suo originale ristorante-enoteca, insieme alla sorella Loretta, 60 anni.
Fabio è conosciutissimo in alta valle ma anche ai piedi del Brembo. Dopo una giovinezza scolastica a Paladina, il lavoro da allevatore dai nonni a Branzi, e due anni da magazziniere, si «inventa» ristoratore.


Apre, a 29 anni, l’Edelweiss a Carona, poi apre il locale che lo farà conoscere, il Niniva (da un gioco di parole del cognome, Vanini), sulla statale ad Almè e gestisce anche il rifugio Terre Rosse in Val Carisole.
Al Niniva rimane per 17 anni fino alla decisione di cambiare ancora vita. Prende in mano questa vecchia cantina nel borgo storico di Carona e la trasforma letteralmente – con un anno e mezzo di lavoro – in un angolo di paradiso antico per amanti di sapori da gustare in intimità, in un’atmosfera antica quanto originale. L’ingresso lascia già a bocca aperta, antico e moderno si fondono. Dentro, un piccolo spazio ma ricchissimo di storia: «Ho recuperato e riutilizzato tutto quanto era possibile: dai tavoli dove si faceva il formaggio, agli stessi strumenti del casaro».

Ci si immerge in un ristorante singolare, di legno e pietra.
Entrando si cammina sopra una grande vetrata: sotto il panorama di vini, salumi e stracchini, nello spazio che anticamente veniva utilizzato per il deposito delle patate. Un gioiello nel gioiello. Aperto da venerdì a domenica, a pranzo e cena (su prenotazione gli altri giorni), offre taglieri di formaggi selezionati della valle (vaccini e caprini), salumi e pochi altri piatti, zuppa di cipolle e vellutate, piccoli frutti…
Si valorizza il legame col territorio, dalla storia della location a quanto si mette nel piatto. Poche persone.
Una formula che, a quanto pare, funziona.

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Lunedì 6 aprile 2026

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