La frana a Ubiale lo scorso novembre, dopo un acquazzone, sulla comunale di collegamento a Clanezzo. Quindi a fine marzo i massi caduti sulla comunale a San Pellegrino (riaperta a senso alternato dopo dieci giorni) e sabato 4 aprile quelli precipitati sulla statale a Sedrina, al confine con Zogno, all’inizio del viadotto di Sedrina (riapertura parziale del viadotto e chiusura della bretella per Brembilla almeno fino a martedì 7 aprile).
Sul web, dopo l’ennesimo episodio, si è acceso il dibattito sulla sicurezza di chi viaggia in Val Brembana. Tempi lunghissimi, ma anche con il pericolo sempre più frequente di trovarsi con qualche sasso sull’auto.
RETI DI PROTEZIONE NON PIU’ A NORMA
A San Pellegrino e Sedrina le frane non sono state precedute da nubifragi: il vento che ha sradicato qualche albero, o forse i movimenti del terreno anche causati da qualche animale selvatico, cervi e caprioli sempre più diffusi anche nella bassa Valle. Fortunatamente episodi che si sono verificati in orari in cui non vi era transito consistente di veicoli: diversamente le conseguenze sarebbero state ben più gravi.
Non solo, quindi, quando vi sono eventi meteo importanti, ma nella normalità il rischio ormai corre al volante della Valle Brembana. Le reti poste sopra il muraglione di Sedrina sono vetuste e non più a norma.
ALTRO TRATTO A RISCHIO SULLA STATALE A SANPELLEGRINO
A San Pellegrino, una situazione analoga a quella di Sedrina, è segnalata da tempo prima di entrare nel paramassi al confine con Zogno (scendendo): qui alcuni sassi sono arrivati sulla strada. Anas dovrebbe intervenire, ma in autunno.
Sempre più impellente, quindi, il problema della manutenzione della rete viaria vetusta di cui disponiamo. Prima ancora di realizzare tranvie e varianti alle attuali strade, dai costi milionari, purtroppo queste ultime ben lontane e non ancora certe.
Sabato 4 aprile 2026










