“Rafforzare il legame con il territorio, per rispondere sempre più alle esigenze che dal territorio arrivano. Oggi il ritorno alla valle, in termini economici, dello sfruttamento dell’acqua da parte delle società, è congruo. Ma occorre, in occasione del rinnovo delle concessioni alle stesse società, fare uno sforzo in più”.
Così il presidente del Consorzio del Bacino Imbrifero montano del lago di Como e fiumi Brembo e Serio (Bim), Massimo Scandella, nella nostra intervista sul ruolo dell’ente per la Valle Brembana.
Nato nel 1955, il Bim raccoglie i sovracanoni delle società che gestiscono le centrali idroelettriche sui fiumi Brembo, Serio, in Valle Imagna e sull’Adda. Ovvero, anziché andare direttamente ai Comuni, i soldi vanno a questo ente che poi gestisce le risorse. Ne fanno parte 127 Comuni, con un’assemblea costituita da sindaci o rappresentanti che si riuniscono una volta l’anno. A guidare l’ente è un direttivo, oggi costituito dal presidente Scandella e da Anna Gusmini per la Val Seriana, da Marco Milesi, vicesindaco di San Giovanni Bianco, dal sindaco Aldo Ruffini di Carona per la Val Brembana, e Manuel Locatelli di Berbenno, per la Valle Imagna.
I fondi dei sovracanoni vengono quindi raccolti dal Consorzio che poi li stanzia per il territorio: Comuni, Comunità montane, associazioni. Ogni anno, al territorio della Valle Brembana, vengono destinati un milione di euro, per opere pubbliche, sociale e turismo.
Importante anche il contributo del Consorzio per i giovani con il finanziamento di progetti in collaborazione con l’Università di Bergamo e le borse di studio per i ragazzi della Valle, con criteri di assegnazione che tengono conto di merito e distanza dalla scuola.
Mercoledì 11 febbraio 2026










