spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
HomeRedazionaleIn evidenzaMancano 1,7 milioni di euro per farla partire: la tranvia arriva sul...

Mancano 1,7 milioni di euro per farla partire: la tranvia arriva sul tavolo del Parlamento

Un’infrastruttura strategica per la mobilità sostenibile della provincia di Bergamo rischia di non poter entrare pienamente in funzione. È questo il nodo al centro dell’interrogazione parlamentare presentata da Devis Dori, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla Linea T2 della Teb, il collegamento tramviario tra Bergamo e Villa d’Almè.

La linea, lunga 11,5 chilometri con 17 fermate, è finanziata con circa 100 milioni di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), 40 milioni di Regione Lombardia e 14 milioni del ministero delle Infrastrutture. Un’opera concepita come tram elettrico di superficie, a basso impatto ambientale, fondamentale per alleggerire una situazione viabilistica che da anni grava pesantemente sulla Valle Brembana e sull’area urbana bergamasca.

Secondo quanto comunicato dalla Provincia di Bergamo il 16 dicembre 2025, a seguito di una causa persa da Regione Lombardia al Consiglio di Stato, si renderà necessario un nuovo riparto dei fondi per il Trasporto Pubblico Locale. Questo comporterebbe, per Bergamo, una riduzione delle risorse a partire dal 2026, con una perdita stimata di circa 1,7 milioni di euro, indispensabili per garantire l’operatività della Linea T2 fin dal suo avvio, previsto per la seconda metà del 2026.

«La T2 è un’opera attesa da anni e oggi in fase avanzata di realizzazione, con i lavori che hanno già superato il 65%», dichiara Devis Dori. «Sarebbe inaccettabile arrivare all’inaugurazione senza la certezza delle risorse per farla funzionare. Per questo ho chiesto al ministro se sia a conoscenza della criticità finanziaria e quali iniziative intenda assumere, anche in coordinamento con Regione Lombardia, per garantire i fondi necessari attraverso un nuovo riparto del Fondo Nazionale per il Trasporto Pubblico. La T2 non è solo un’infrastruttura, ma una scelta di modello di mobilità e di sviluppo. Senza risorse certe per la gestione, ogni annuncio resta propaganda. Ora servono risposte chiare e impegni concreti. Soprattutto da Regione Lombardia che, a oggi, preferisce sprecare decine di milioni di euro pubblici per una colata di cemento come per la Treviglio/Dalmine, anziché concludere la T2 e potenziare i disastrosi collegamenti ferroviari fra Bergamo e Milano. Chiediamo quindi che Regione si prenda le sue responsabilità, è una loro scelta politica quella di bloccare la T2 per costruire una nuova inutile autostrada. Questa è la loro miope visione del territorio», conclude Dori.

Sul tema interviene anche il co-portavoce provinciale di Europa Verde Bergamo, Giuseppe Canducci, che sottolinea la contraddizione nelle scelte regionali:
«Da un lato si mettono in discussione risorse fondamentali per un’infrastruttura sostenibile, già in costruzione e utile a migliaia di persone; dall’altro Regione Lombardia continua a tenere in piedi progetti come la Paladina–Sedrina, un’opera fortemente impattante dal punto di vista ambientale, dal costo stimato di oltre 500 milioni di euro, che non immaginiamo dove riescano a trovare».
«È una questione di priorità politiche», aggiunge. «I fondi pubblici devono andare al trasporto pubblico, alla riduzione del traffico e dell’inquinamento, non a nuove strade che consumano suolo e aggravano i problemi ambientali. La Linea T2 rappresenta una scelta coerente con la transizione ecologica e con i bisogni reali del territorio, tanto che lo sforzo sarebbe quello di allungarla il più possibile verso la valle, dando una vera mobilità alternativa a tutti gli abitanti pendolari che oggi rimangono fino a quasi due ore in coda per arrivare in città», afferma Canducci.

Comune e Provincia di Bergamo hanno già chiesto a Regione Lombardia la reintegrazione delle somme mancanti, ma l’incertezza sul futuro del servizio resta. Con l’interrogazione parlamentare, Alleanza Verdi e Sinistra chiede al Governo di assumersi la propria responsabilità per evitare che la T2 diventi l’ennesima opera incompiuta o sottoutilizzata.

I lavori al sottopasso di Almè, in via Ponte della Regina: qui la strada è chiusa

Martedì 13 gennaio 2026

spot_img
spot_img
WhatsApp Entra nel nostro canale WhatsApp

SITUS TOTO