Il portale della Valle Brembana e delle Orobie

Home Redazionale News Rinasce a giugno il Porto di Clanezzo: con il bar-chiosco, per riscuotere...

Rinasce a giugno il Porto di Clanezzo: con il bar-chiosco, per riscuotere la “Gabela” (video e foto)

Si chiamerà “La gabela”, a ricordo del dazio (la “gabella”) che si doveva pagare al traghettatori per passare da una sponda all’altra del Brembo. E’ il chiosco-bar che aprirà da giugno al Porto di Clanezzo, lo storico borgo posto alla confluenza del Brembo con l’Imagna.

La casa (risalente al 1614), un tempo, era la dimora del traghettatore. Poi, dal 1878, venne realizzata la passerella in legno e ferro oggi conosciuta come “Put che bala”. Passerella chiusa da circa un anno per motivi di sicurezza, ma anche questa dovrebbe riaprire per l’estate dopo i lavori di recupero. A ridare vita all’antico Porto sono stati Lorenzo Filippini, 32 anni, ingegnere di Petosino di Sorisole, project manager alla Cms di Zogno, e Davide Baggi, 30 anni, perito elettronico di Ponteranica.

Lorenzo Filippini mostra gli antichi tiranti della passerella all’interno del Porto (Copyright Valbrembanaweb)

I due giovani sono i nuovi proprietari del Porto, abitato fino a una trentina di anni fa, poi abbandonato. Dopo circa due anni di lavori, l’intervento è quasi concluso: il Porto diventerà un bed and breakfast, con un piccolo bar-chiosco estivo. “Volevamo valorizzare un luogo a cui siamo particolarmente affezionati – dice Lorenzo – e dimostrare ai giovani della valle l’importanza di recuperare qualcosa di storico e bello come questo luogo”. Qui la pagina Facebook del Porto.

IL VIDEO PRESENTAZIONE DEL PORTO

Il Porto di Clanezzo

L’edificio è addossato alla roccia, e nel recupero, sono stati conservati architettura e materiali dell’epoca. All’interno si possono vedere anche i vecchi tiranti della passerella. Anche gli affreschi esterni, grazie a una raccolta fondi, sono stati portati alla luce. “Nei pressi della passerella – dice Lorenzo – per l’estate sarà aperto il chiosco. L’abbiamo chiamato “La gabela” a ricordo del dazio che qui si doveva pagare per essere traghettati dall’altra parte del fiume. Saremo ben lieti di offrire una bevanda o un panino – in cambio appunto di una “gabella” – a quanti verranno a trovarci in estate o per frequentare le spiagge del fiume sull’altra sponda”.

Lorenzo Filippini mostra uno degli affreschi recuperati (Copyright Valbrembanaweb)

Martedì 3 maggio 2022