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Proposte per i trasporti su rotaia in Valle Brembana

Mercoledì, 24 febbraio 2021

Un trenino da far west, con le carrozze passeggeri in legno ed il balconcino belvedere in coda. Funzionava fin dal 1902 con un locomotore elettrico a corrente alternata, una rarità a 6000 Volt e 25hz, ed arrancava un po’ sui pendii, ma nessuno se ne lamentava perché i panorami offerti dal tracciato serpeggiante tra i dirupi e le due sponde del Brembo erano mozzafiato.

Purtroppo nel 1966 la gloriosa Ferrovia della Valle Brembana si fermò davanti al “progresso” o forse solo davanti agli interessi di un trasporto su gomma sempre più invadente ed inquinante. Un presunto risparmio economico che invece segnò l’inizio di una crisi, così come capita spesso quando i conti non sono onesti.

Lo sferragliare dei treni venne presto sostituito dal rombo del motore degli autobus, l’aria si appesantì di monossido di carbonio, il traffico sulla strada provinciale divenne difficoltoso, le code furono la regola e non solo non si ebbero benefici nei tempi di percorrenza, ma si registrò un disastroso peggioramento.

Così quel convoglio un po’ surreale ma straordinariamente affascinante finì al museo, mentre il sedime sul quale aveva percorso in su e in giù la Valle da Bergamo fino a Piazza Brembana venne in tutta fretta occupato, smembrato e convertito ad orti, ripostigli, officine, depositi, parcheggi, scorciatoie pedonali e piste per i cicloturisti.

Ma il sogno di vedere quel trenino spuntare di nuovo da una galleria, attraversare orgoglioso il viadotto per tornare a nascondersi nella galleria successiva è ancora vivo, e non solo nella gente della Valle. Forse un giorno il sogno potrebbe assumere i contorni della realtà, anche se non saranno quei locomotori vetusti e quelle carrozze scricchiolanti a seguire sulla strada ferrata il tracciato del fiume.

Un sogno che si chiama “Tramvia Bergamo-Villa d’Almé”, un progetto già sulla carta e che, se solo emergesse la volontà politica di puntare con più coraggio sul trasporto su rotaia anche per il traffico delle merci fuori dai “corridoi” TAV, porterebbe vantaggi concreti, sia per le tante realtà commerciali e industriali brembane, ma anche dal punto di vista turistico per l’intera Valle soprattutto se il tracciato fosse prolungato almeno fino a San Pellegrino.

Enrico Scarpellini