Fare chiarezza sul futuro della Tangenziale sud di Bergamo e scongiurare un nuovo stop burocratico a un’opera attesa da oltre quarant’anni. Forza Italia, con firmatario anche il consigliere Alberto Mazzoleni (FdI) ha presentato con altri colleghi ed a prima firma il collega di Forza Italia Jonathan Lobati un’interrogazione in Regione per chiedere risposte urgenti in merito al rallentamento dell’iter per il tratto Paladina-Sedrina.
Il caso nasce da una recente nota di ANAS che sembrerebbe manifestare la volontà di sospendere il progetto definitivo, citando criticità ambientali legate a una discarica nel Parco dei Colli. Si tratta di un elemento già noto e autorizzato, per il quale erano già previsti interventi di bonifica nelle precedenti fasi progettuali.
“È inaccettabile che critiche ambientali già ampiamente considerate diventino oggi un ostacolo insormontabile”, dichiara il consigliere, insieme ai colleghi di Fratelli d’Italia Pietro Macconi e Michele Schiavi. “Parliamo di un’infrastruttura vitale per la Valle Brembana e la Valle Imagna, un bacino di oltre 100.000 cittadini che subiscono quotidianamente i disagi di una viabilità congestionata. Per questa progettazione sono già stati spesi milioni di euro di risorse pubbliche, inclusi i fondi stanziati dai comuni del territorio tramite il BIM. Per ribadire l’assoluta necessità dell’opera e dare voce ai cittadini, i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia parteciperanno alla manifestazione in programma il 6 giugno”.
Dalla risposta fornita in Aula dalla Giunta è emerso che l’istruttoria condotta da ANAS sul progetto definitivo, trasmesso dalla Provincia di Bergamo nel marzo 2025, ha confermato la necessità di approfondire la criticità legata all’ex discarica Monte Bianco Srl. Il progetto attuale prevede infatti una trincea profonda che attraversa il corpo della discarica, basandosi su indagini ambientali risalenti agli anni ’90. ANAS ritiene dunque indispensabile un supplemento di indagine per escludere la presenza di sostanze tossiche o materiali pericolosi che potrebbero compromettere la fattibilità dell’intervento o far lievitare i costi, attualmente stimati in 527 milioni di euro.
“Apprezziamo l’approfondimento tecnico fornito dall’assessore Terzi, che ringraziamo per la puntualità della risposta”, aggiungono Mazzoleni, Macconi e Schiavi. “È fondamentale che Regione Lombardia continui a svolgere questo ruolo di regia e di stimolo. La continuità al progetto sembra garantita da ANAS attraverso l’individuazione di una soluzione alternativa, come l’innalzamento della livelletta del tracciato per evitare lo scavo in trincea all’interno della discarica. Si tratta di una prospettiva positiva che permetterebbe di non disperdere il lavoro fatto finora”.
Gli esponenti di Fratelli d’Italia concludono ribadendo l’impegno a monitorare i prossimi passaggi burocratici: “Chiediamo che il procedimento autorizzativo proceda senza ulteriori ritardi una volta conclusa la nuova campagna di indagini ambientali. La mobilità e lo sviluppo economico di un intero territorio non possono più attendere: lavoreremo fianco a fianco con la Giunta affinché il progetto definitivo superi con successo la fase di VIA nazionale e si arrivi finalmente all’apertura dei cantieri”.
Questo la nota del consigliere Jonathan Lobati:
Un’opera che interessa 100mila cittadini bergamaschi, inserita nei piani regionali PTR e nel PRMT, in una zona particolarmente impattata non solo dai flussi pendolari, ma anche turistici diretti verso le belle valli Brembana e Imagna. La criticità relativa alla presenza, sul tracciato, della ex discarica Monte Bianco di Sorisole evidenziata da Anas è nota da tempo: nel progetto è già prevista una parziale bonifica e si conoscono i tipi di rifiuti presenti. Per il progetto definitivo sono stati spesi 6 milioni e 200mila euro di risorse pubbliche, messe dai Comuni, dalla Comunità Montana e dal BIM.
Dalla risposta riportata dal Sottosegretario Mauro Piazza alla nostra interrogazione, che ringrazio, restano le preoccupazioni sull’iter e sui tempi di un’opera nella programmazione regionale da oltre 20 anni e in quella di Anas da quasi 40. Ma c’è una nota positiva: Anas, dopo le verifiche ambientali del caso, sembra voler mantenere il tracciato dell’attuale progetto, prevedendo eventualmente un cambio di ‘livelletta’, evitando quindi lo scavo in trincea che, tra l’altro, non sarebbe una reale compensazione ambientale.
Terremo alta l’attenzione. Il 6 giugno, insieme ai cittadini, ai sindaci del territorio e ai colleghi consiglieri, sarò presente alla manifestazione per sottolineare la grande importanza di questa opera”.
Mercoledì 6 maggio 2026










