L’allarme viene lanciato da un medico di base della Valle Brembana, Tullia Mastropietro, che opera in sei ambulatori a San Giovanni Bianco, Taleggio e Camerata Cornello: tra poco avremo l’obbligo di prestare sei ore di servizio nelle Case di comunità (a Zogno), di fatto togliendo parte del nostro lavoro agli ambulatori. Quindi – dice la dottoressa – succederà che, inevitabilmente, alcuni ambulatori, quelli magari più periferici, chiuderanno. A discapito del servizio dei più fragili, anziani o residenti nelle frazioni più lontane.
Da qui l’appello della stessa dottoressa: “Lasciateci vicino a chi ha bisogno!”.
SEI ORE IN CASA DI COMUNITÀ E LA VALLE BREMBANA CHE FINE FA?… scrive la dottoressa.
“Obbligo per i Medici di famiglia di effettuare fino a 6 ore la settimana in Casa di Comunità. Per senso di responsabilità riguardo al Sistema Sanitario e ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, sono le dichiarazioni delle rappresentanze professionali rilasciate in questi giorni. E ai pazienti chi ci pensa? Non è verso questi ultimi che dovrebbe andare il nostro senso di responsabilità e di cura? In Valle Brembana operano 23 medici di famiglia con 43 ambulatori comunali, oltre agli studi personali. Un’assistenza diffusa e capillare (faticosa ed onerosa in termini di tempo e risorse economiche) nella quale i medici si impegnano da anni. A supporto della quale gli Amministratori comunali stanziano risorse importanti per garantire l’assistenza ai più anziani e fragili”.
“E ora si vorrebbero togliere ore a tutto questo per garantire attività decentrate in Casa di Comunità. E siccome le ore della giornata per i medici non si possono dilatare per magia, quello che inevitabilmente accadrà è che alcuni ambulatori periferici verranno chiusi. Che parte dell’assistenza domiciliare sarà contratta, che l’orario ambulatoriale non potrà piu dilatarsi in caso di necessità, che la contattabilità telefonica sarà limitata ai minimi termini. Altro che darci l’ecografo, chi di noi avrà più il tempo di poterlo utilizzare? Sono ore portate via al territorio, ai pazienti, agli anziani e ai più fragili. Chiediamo aiuto agli Amministratori locali, all’Azienda socio sanitaria territoriale e a tutti i nostri assistiti. Non fateci lasciare il territorio, aiutateci a rimanere vicino a chi ha bisogno”.
Venerdì 26 giugno 2026










