Di Diego Valceschini
Atalanta: il bilancio finale della prima stagione post Gasperini non è fallimentare, ma sicuramente neppure gloriosa: è stata semplicemente… in linea con le attese: settimo posto finale con annessa partecipazione alla prossima Conference League, torneo che vedrà per la prima volta gli orobici partecipare, dopo la Roma vincitrice nella prima edizione del 2022 e la Fiorentina, che ha disputato le successive quattro, con una breve aggiunta della Lazio retrocessa dall’Europa League nel 2023.
Mancata la finale di Coppa Italia, in cui capolinea sono state le semifinali contro la Lazio, in Champions unica italiana a spingersi agli ottavi, ma il Bayern ha fermato bruscamente il sogno orobico. Rispetto a quando a novembre Palladino prese le redino da Juric c’è stato un leggero miglioramento, ma nulla di eclatante.
LE STATISTICHE FINALI: I PIU’ ED I MENO, CONFRONTI CON ANNI PRECEDENTI E’ anche vero che il settimo posto dopo una stagione così non è neppure tra i peggiori risultati di sempre: l’Atalanta nella gestione Gasperini lo fece già nel 2018, ottenendo la qualificazione ai preliminari di Europa League, poi svaniti col Copenaghen a fine agosto, una sorta di Intertoto prevista allora, ma peggio pece nel 2022 piazzandosi ottava, e fuori dalle competizioni europee.
Dal 2017 l’Atalanta si è sempre piazzata nella top 8 della serie A, cosa mai successa prima, dopo il 13mo posto della stagione 2015/16. Decima stagione consecutiva quindi sempre in zona sinistra di classifica. I 59 punti eguagliano anche il punteggio ottenuto nel 2022. Il numero di vittorie totali però è il più basso da 11 anni: solo 15 complessive questa stagione, la peggiore dal 2015 (quando la Dea vinse solo 7 partite). Nel 2018 e 2022 furono 16.
Anche il dato sui gol fatti è basso: solo 51 gol fatti, peggiorando i 57 segnati nel 2018, ultima annata con così pochi gol. Ha retto la difesa, con 36 gol subìti, addirittura uno in meno della passata stagione, e miglior risultato in serie A da quando si è tornati a 20 squadre, nel torneo 2004/2005 (prima di allora il record era di 34 gol subìti nel torneo 2000/2001, a 18 squadre). La differenza reti di +15 è invece tra le più basse di sempre: nel 2022 fu +17, l’anno dopo +18. Anche se è vero che dalla stagione 2015/16, quando finì con -6 la Dea ha sempre chiuso con differenza reti positiva (quindi con più gol fatti che subìti).
Per quanto riguarda i marcatori, quest’anno i capocannonieri del club si sono fermati ai 10 gol: Scamacca e Krstovic unici a raggiungerli, poi seguono a quota 3 Raspadori, De Ketealare, Pasalic, Scalvini e Zappacosta. Cio’ che è mancato quindi sono numerosi gol da attaccanti e centrocampisti che avevano caratterizzato le annate precedenti, visto pure il flop Sulemana (2 sole reti) e Maldini (ceduto alla Lazio a gennaio), e l’ostracismo a Lookman fino a novembre prima del suo addio, e Raspadori, preso da troppi guai fisici, non ha fatto la differenza. In questa stagione la Dea ha regalato l’ultima gioia al proprio pubblico il 22 marzo, col successo contro il Verona, poi nelle ultime tre alla New Balance Arena ha raccolto solo un pari (col Genoa) e due sconfitte (contro Juve e Bologna) senza fare gol. Si spera che i tifosi bergamaschi tornino ad esultare in casa molto presto, a partire da agosto….
MERCATO, TRA ADDII ED AMBIZIONI – Purtroppo gli introiti per l’ingresso in Conference sono una miseria rispetto alla Champions, quasi un Europa di consolazione per non rimanere fuori. L’Atalanta avrà già come avversarie il Friburgo, il Monaco, il Getafe, e forse il Chelsea, poi ci saranno Panathinaikos, i romeni del Cluj, i turchi da Basaksehir, e squadre storiche dell’est come Dinamo Minsk e Dinamo Tbilisi, ma nulla di insormontabile . Altre poi arriveranno dai turni di qualificazione dei singoli paesi e dalle retrocesse dagli altri turni preliminari. Si saprà lungo l’estate.
La Dea dovrà accedere alla fase campionato, che rispetto alle altre due coppe è di sei giornate anziché otto (dal 15 ottobre al 17 dicembre) dal turno finale di playoff, che sarà il 20 ed il 27 agosto. Il mercato poi terrà banco: si parla dell’addio di Ederson, tentato dal Manchester United, del rientro di Palestra, corteggiato dall’Inter, mentre è notizia di un’offerta di 15 milioni al Verona per Bella-Kotchap. Sperando che non siano davvero queste le ambizioni per la prossima stagione. Intanto sembra ormai fatta per Maurizio Sarri, reduce dal nono posto con la Lazio, come nuovo tecnico appena Palladino si sarà liberato dalla Dea: è il profilo giusto per ripartire?
Lunedì 27 maggio 2026










