HomeCronaca Bergamo provinciaCarcere di Bergamo, droga e cellulari introdotti illegalmente: perquisizioni e sequestri

Carcere di Bergamo, droga e cellulari introdotti illegalmente: perquisizioni e sequestri

Droga, telefoni cellulari clandestini, micro-dispositivi nascosti nelle celle e movimenti di denaro per oltre 17 mila euro. È il quadro ricostruito dalla Procura della Repubblica di Bergamo nell’ambito di una serie di indagini coordinate negli ultimi mesi e condotte dai Carabinieri e dalla Polizia di Stato sulla Casa Circondariale di Bergamo.

L’attività investigativa ha portato a individuare un presunto sistema illecito legato all’introduzione e alla successiva distribuzione di sostanze stupefacenti all’interno del carcere, oltre all’utilizzo di apparecchi telefonici non autorizzati per mantenere i contatti tra detenuti e soggetti esterni.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la droga sarebbe entrata nella struttura attraverso diversi canali: pacchi destinati ai detenuti, capi di abbigliamento, generi alimentari e colloqui visivi. Una volta introdotta, sarebbe poi stata distribuita all’interno dell’istituto penitenziario. Le indagini hanno permesso di accertare l’ingresso di almeno 168 grammi di hashish, oltre a un quantitativo non stimabile di cocaina.

Accanto al traffico di stupefacenti, gli investigatori hanno documentato anche l’esistenza di un sistema di comunicazione illecito. Telefoni cellulari clandestini e micro-dispositivi telefonici, occultati nelle celle, sarebbero stati utilizzati per organizzare le consegne della droga, impartire direttive operative e gestire i flussi economici collegati all’attività illecita. Nel periodo preso in esame, i cellulari utilizzati all’interno del carcere sarebbero stati almeno 33.

Le indagini hanno inoltre consentito di ricostruire movimentazioni economiche, bonifici e ricariche su carte prepagate ritenute provento dell’attività di spaccio, per un importo complessivo superiore a 17 mila euro. La somma è stata sottoposta a sequestro preventivo su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Nelle prime ore di oggi 12 maggio 2026, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bergamo, con il supporto dei militari dei Comandi Provinciali di Monza Brianza e Lecco, del Nucleo Carabinieri Cinofili di Orio al Serio e del Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria di Milano, hanno dato esecuzione a numerosi decreti di perquisizione personale e locale. È stato inoltre eseguito un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Gip presso il Tribunale di Bergamo.

Durante le operazioni effettuate all’interno del carcere sono stati sequestrati un telefono cellulare, modici quantitativi di cocaina e hashish, appunti manoscritti relativi a numeri telefonici e alla contabilità dei proventi dell’attività di spaccio e/o della cessione di cellulari, oltre a un coltello ricavato da un detenuto seghettando una piccola bombola di gas fornita per cucinare.

Le perquisizioni hanno interessato anche familiari e conoscenti dei detenuti, che secondo le indagini si sarebbero occupati materialmente dell’introduzione della sostanza stupefacente all’interno del carcere. Nel corso della perquisizione alla compagna di un detenuto, anche lei indagata, è stato rinvenuto e sequestrato un microtelefono cellulare che, secondo quanto riportato dalla Procura, sarebbe dovuto arrivare in carcere nei giorni successivi.

L’inchiesta si collega anche a un precedente episodio avvenuto il 17 aprile 2024, quando tre persone erano state arrestate in flagranza nei pressi della Casa Circondariale di Bergamo mentre tentavano di introdurre, tramite drone, sostanza stupefacente e diversi telefoni cellulari completi di accessori e sim. La prosecuzione delle indagini, condotta dalla Squadra Mobile di Bergamo, ha permesso di ricostruire ulteriori responsabilità a carico di tredici soggetti, sia in relazione a quell’episodio sia ad altre vicende riguardanti l’introduzione illecita di cellulari e droga nella struttura.

All’esito degli accertamenti, nei confronti di un detenuto e della sua compagna il Gip di Bergamo ha emesso un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere e un’ordinanza applicativa degli arresti domiciliari.

La Procura precisa che, nel corso delle indagini, non sono emerse responsabilità a carico del personale di Polizia Penitenziaria, che ha partecipato attivamente all’esecuzione dei provvedimenti.

Martedì 12 maggio 2026

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