HomeRedazionaleIn evidenzaL'Atalanta riparte da Sarri. Campionato, le prime due con Sassuolo e Bologna

L’Atalanta riparte da Sarri. Campionato, le prime due con Sassuolo e Bologna

Di Diego Valceschini

Un toscano napoletano che approda sulla panchina della Dea Maurizio Sarri ora è ufficialmente il nuovo allenatore del club orobico, primo affare portato dal nuovo ds Cristiano Giuntoli, dopo la mancata conferma di Raffaele Palladino, che per ora resta con stipendio a bilancio.

Mentre ancora non si sanno le ragioni che hanno portato alla separazione col tecnico di Mugnano, dopo un accordo firmato fino al 2027 stipulato a novembre, quando rilevò Juric. Intanto però arriva il tecnico nato a Napoli ma vissuto in Toscana, che per anzianità è il secondo della serie A, essendo nato il 10 gennaio 1959, un anno dopo Gasperini e due mesi prima di Luciano Spalletti, nato il 7 marzo dello stesso anno.

ANCHE LO SCUDETTO E COPPA UEFA NEL CURRICULUM – Nel curriculum di Sarri c’è anche lo scudetto vinto sei anni fa con la Juventus: ultimo allenatore ad arrivare a Bergamo con un titolo nazionale nel carniere fu Maciste Bolchi, già calciatore della Dea negli anni ‘60, da settembre 1980 a gennaio 1981, quando fu esonerato nella stagione da incubo della retrocessione in C1.

Viene dalla Lazio, come fu con Edy Reja nel 2014. Modestissima la carriera da calciatore di Sarri, difensore poco promettente, sviluppatasi nei dilettanti toscani tra Figline e varie altre squadre, finché nel 1991, a soli 32 anni decide di smettere e passare subito in panchina, ruolo in cui si sente più tagliato.

Parte dallo Stia, sua ultima squadra da giocatore. Ma le prime soddisfazioni arrivano nel 2000 alla guida della Sansovino, che in tre anni porta dall’Eccellenza alla serie C2, con tanto di Coppa italia di serie C nel 2003.Resta poi in Toscana e passa alla Sangiovannese, che porta in C1 nel 2004. Sale poi di categoria e nel 2006 salva il Pescara in serie B, ma l’anno dopo non riesce da subentrato a salvare l’Arezzo, in una stagione divisa con Antonio Conte, nonostante l’impresa di aver eliminato in Coppa Italia il Livorno che partecipava alla Coppa UEFA ed aver pareggiato in casa delle big Juventus e Napoli. Finite male poi le avventure con Avellino, Verona e Perugia , riesce da subentrato a salvare il Grosseto in serie B nel 2010. Firmò quindi per l’Alessandria, che portò in testa nel girone A della C1, salvo poi essere coinvolta in una storia di scommesse che portò alla retrocessione a tavolino dopo il terzo posto finale a seguito di una crisi societaria.

Ma dopo la breve parentesi a Sorrento, Sarri tornò a splendere nel 2012 ad Empoli: alla prima stagione rimontò da ultimo a quarto, perdendo la finale playoff col Livorno, tuttavia la promozione arrivò l’anno dopo col secondo posto alle spalle del Palermo di Dybala e Vazquez. Ma la serie A Sarri la conquistò nel 2015 col Napoli, dove rilanciò alla grande le ambizioni del club partenopeo, sfiorando lo scudetto nel 2016 (con Higuain capocannoniere) e nel 2018 (col record di punti per una seconda classificata, 91).

Nel maggio 2018 Sarri rompe con De Laurentiis, che voleva puntare su Ancelotti, e sceglie la prima avventura all’estero, guidando il Chelsea, che porta alla vittoria dell’Europa League nella finale tutta inglese di Baku, travolgendo per 4-1 l’Arsenal il 29 maggio 2019, e diventando l’allenatore più anziano a vincere quella competizione, primo italiano dopo Malesani nel 1999 (poi arriverà il Gasp). Nell’estate 2019 arriva la chiamata della Juventus per il dopo Allegri: l’idillio tra il tecnico e la società non sboccerà mai, anche per via del suo passato napoletano, ed in una stagione spezzata dall’interruzione Covid vince il suo primo scudetto, nono consecutivo della Juve e tuttora l’ultimo della società torinese.

Tuttavia l’8 agosto 2020 viene esonerato dopo l’eliminazione dalla Champions col Lione, e dopo un anno sabbatico riparte nel luglio 2021 dalla Lazio. Dopo il quinto posto del primo anno, nel secondo chiude al secondo posto, miglior piazzamento dei capitolini dopo lo scudetto 2000 , ma nel marzo 2024 rassegna le dimissioni dopo un’annata difficile cstratterizata da frizioni col patron Lotito, e sarà rimpiazzato da Igor Tudor. Tuttavia dopo un altro anno sabbatico nell’estate 2025 riparte ancora dalla Lazio, per poi chiudere la sua avventura con un anonimo nono posto e la sconfitta nella finale di Coppa Italia. A Bergamo dovrà cercare di tenere altre le aspettative di un club che dal 2016 non ha più i gradi di provinciale col semplice scopo della permanenza. E l’esperienza maturata sembra un buon biglietto da visita…

ATALANTINI AL MONDIALE – Dall’11 giugno è partito il mondiale di USA, Canada e Messico, senza Italia, ma con gli atalantini; della spedizione orobica ci sono Hien (Svezia), Kolasinac (Bosnia),. Kossonou (Costa d’Avorio), Ederson (Brasile, chiamato per sostituire il romanista Wesley infortunato), Pasalic (Croazia), De Ketealare (Belgio), e Sulemana (Ghana). E speriamo che tutti loro possano fare più strada possibile, magari qualcuno fino alla finale di domenica 19 luglio.


SERIE A, PRIME DUE IN CASA
– Il 5 giugno è stato estratto il calendario della serie A: neppure il tempo di finire la stagione sportiva e subito in programma la prossima, che partirà nel weekend del 22 e 23 agosto: l’Atalanta giocherà le prime due (presumibilmente di lunedì, essendo tra i due spareggi playoff di Conference) alla New Balance Arena contro il Sassuolo del neo allenatore Aquilani e contro il Bologna di Domenico Tedesco. Seguirà ad inizio settembre prima trasferta di fuoco a Roma in casa dell’ ex Gasp. Alla quinta si va a Torino in casa della Juve il 20 settembre, prima della super sosta di due domeniche per la nazionale. Finale di campionato addirittura a Napoli il 30 maggio 2027, sperando che sia una gara per l’ex Sarri decisiva per qualcosa d’importante. O magari che sia guastata raggiunta, e sia solo una scampagnata nel Golfo. E la finale di Conference ad Istanbul è in programma solo 4 giorni prima.

Venerdì

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