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Sedrina: acquistano casa, dopo 5 mesi la frana. Una famiglia sfollata: la nostra vita sospesa

La casa era stata acquistata ad aprile 2025, poi la frana dopo soli cinque mesi che li ha costretti ad abbandonarla. E quella casa che doveva essere il loro “porto sicuro”, il loro futuro, con i figli di 10 e 5 anni, che improvvisamente è diventata un incubo.

La storia, come di altre famiglie dello stesso condominio a Botta di Sedrina, è quella di Rocco Filippone, dal settembre scorso sfollato dopo che il terreno sotto le abitazioni è franato. Per mettere in sicurezza la frana devono raccogliere 50mila euro. Da qui l’appello per un aiuto e una raccolta fondi. Condivisa dal gruppo consiliare “Noi per Voi”.

Ecco la lettera di Rocco: “Ciao a tutti, sono Rocco e la mia casa sta franando.

Insieme alla mia compagna Azzurra, ad aprile 2025, ho coronato il sogno di una vita: la nostra casa a Botta di Sedrina, il porto sicuro dove crescere i nostri figli Jordan e Peter di 10 e 5 anni, costruito con tanti sacrifici.

Poi, a settembre è arrivata la frana. Da oltre 7 mesi la nostra vita è sospesa. Un’ordinanza di sgombero ci ha costretti a lasciare tutto: viviamo spostandoci tra alloggi temporanei, mentre continuiamo a pagare il mutuo di una casa in cui non possiamo entrare, oltre che a sostenere spese legali e costi altissimi per perizie tecniche che gravano ogni giorno di più sul nostro bilancio familiare.

L’emergenza oggi è strutturale e urgente.

Il terreno sotto il nostro condominio continua a cedere: se non interveniamo subito con opere di messa in sicurezza, rischiamo di perdere la nostra casa per sempre e di mettere in pericolo le famiglie che abitano sotto di noi.

Per anni, da allenatore ed educatore di basket e Baskin, ho insegnato ai miei ragazzi che sul campo, così come nella vita, nessuno resta indietro. Ho spiegato loro che il rispetto e l’aiuto reciproco sono le basi per superare ogni sfida. Oggi, per la prima volta, sono io a dover chiedere quel supporto che ho sempre cercato di dare e raccontare agli altri.

La quota che spetta alla mia famiglia per i lavori di messa in sicurezza della nostra casa è di 50.000 euro: una cifra enorme, impossibile da affrontare da soli, in una situazione di totale isolamento istituzionale.

Non abbiamo aiuti, non abbiamo fondi. La giustizia avrà tempi lunghi, ma la terra non aspetta. Come puoi aiutarci: una donazione, anche piccola, è un mattone fondamentale per stabilizzare quel terreno.

Condividi questa storia: Anche se non puoi donare, far girare questo link può aiutarci a raggiungere chi può farlo. Vogliamo solo tornare a chiamare “casa” quel posto che abbiamo sognato per tanto tempo. Grazie di cuore per ogni gesto di vicinanza.

Rocco, Azzurra, Jordan e Peter“.

Qui la raccolta fondi.

Domenica 12 aprile 2026

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