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Reti di prossimità, diamoci una mano per la comunità

Un welfare costruito dal basso, capace di rispondere ai bisogni reali delle persone e di restituire vitalità alle comunità montane. È questo l’obiettivo di “Reti di Prossimità per l’Inclusione Sociale nelle Aree Montane della Valle Brembana”, un progetto che mira a combattere l’isolamento e a migliorare la qualità della vita di anziani, persone con disabilità e famiglie che vivono in Alta Valle Brembana e in particolare in Valle Serina. L’iniziativa è dell’Associazione per l’Inclusione (ApI) che ha vinto il bando 4/2025 “Area Sociale” della Fondazione della Comunità Bergamasca proprio per mettere in campo il progetto.

Di che cosa si tratta
Il progetto, che ha preso il via da poco e si concluderà ad agosto 2026, propone un nuovo modello di welfare territoriale basato sulla collaborazione e sull’attivazione delle risorse locali. Non grandi strutture o servizi, ma una rete di prossimità composta da volontari, operatori e cittadini, in cui anche le persone con disabilità diventano protagoniste attive come facilitatori sociali.
Come? Attraverso piccoli aiuti quotidiani, momenti di incontro ed eventi pubblici, la rete offre supporto relazionale, servizi e occasioni di socialità diffusa, rafforzando il senso di comunità nei paesi della valle. Ciò significa che i volontari dell’ApI, insieme ai frequentanti del Centro RamO di Serina (gestito dalla cooperativa sociale Contatto & La Bonne Semence), si mettono a disposizione della popolazione, in particolare di coloro che sono più in difficoltà, per tutti quei lavoretti, pratiche quotidiane, incombenze che la vita richiede. Ad esempio: aiutare a fare la spesa, andare o accompagnare le persone alla posta o in un altro servizio pubblico, ricevere la ricetta dal medico e andare in farmacia al posto di chi è ammalato, e così via. Non un servizio standard, ma un supporto da buoni vicini di casa.

Creare relazioni e reciprocità
“Reti di Prossimità” rappresenta un modello sostenibile e replicabile, integrato con le risorse presenti sul territorio. L’innovazione non sta in nuove infrastrutture, ma nell’uso intelligente degli spazi e nella capacità di costruire legami umani laddove i servizi tradizionali faticano ad arrivare. «Con il progetto vogliamo scardinare anche l’idea che la persona con disabilità sia solo oggetto di cura e attenzione, ma che, al contrario, possa essere risorsa per le altre persone della comunità attraverso le proprie competenze – spiega il presidente dell’ApI, Alessandro Tiburzi -. Per lanciare il progetto in Valle, abbiamo organizzato già alcuni momenti conviviali al Centro RamO e, a breve, proporremo altre iniziative ludiche aperte a tutti. Solo a partire dalla conoscenza reciproca, possiamo darci una mano e creare una comunità più forte e solidale».
«Progetti come “Reti di Prossimità” mostrano con grande chiarezza che la forza di una comunità nasce dalle relazioni – dichiara Osvaldo Ranica, presidente Fondazione della Comunità Bergamasca – Nelle aree montane, dove l’isolamento pesa di più e i servizi sono spesso distanti, la prossimità diventa una vera infrastruttura sociale: è la rete di persone che si incontrano, si aiutano e si prendono cura gli uni degli altri. Come Fondazione abbiamo scelto di sostenere questa iniziativa perché valorizza le competenze di tutti, anche delle persone con disabilità, e trasforma la solidarietà in un gesto quotidiano, concreto e reciproco. È un modello che parte dal basso, coinvolge la comunità e crea benessere diffuso: esattamente ciò che vogliamo promuovere in tutta la nostra provincia».

Il prossimo appuntamento del progetto è giovedì 11 dicembre 2025 con titolo “Estrazione dei numeri e dei bisogni” una tombolata “sociale” in compagnia, al Centro RamO di via Valle 12 a Serina. L’ingresso è libero e gratuito.

Mercoledì 19 novembre 2025

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