Valle Brembana
Museo della Valle di Zogno

Venerdi' 4 Agosto 2006 ore 21.00

nel giardino del Museo


Vincenzo Pacchiana

Simone Pianetti

due famosi banditi brembani


con la partecipazione del cantautore bergamasco
Luciano Ravasio


Il trascorrere degli anni non attenua l’interesse per le gesta dei due banditi brembani, che appartengono definitivamente all’ immaginario collettivo.

UMBERTO ZANETTI studioso di storia locale ha scelto il Museo della Valle per rendere note alcune notizie di recente affiorate dalle antiche carte riguardanti i due fuorilegge. Umberto Zanetti, poeta, prosatore e saggista, ha pubblicatopiù di una quarantina di opere monografiche in bergamasco, libri d’arte, saggi storici e studi sulla cultura popolare. Presiede la giuria del Premio“Penna d’Oro” di Gromo. Fa parte del Cenacolo Orobico di poesia. Rappresenta la Lombardia in seno all’Associazione Nazionale Poeti e Scrittori Dialettali. Dirige la Classe di Lettere ed Arti dell’Ateneo di Bergamo.


Vincenzo Pacchiana 1774 (?) - 1806 «Nativo di Poscante. Statura piuttosto alta. Età d’anni 30 circa. Corporatura ordinaria. Capelli neri, con ricci intrecciati alla fronte ed alle orecchie. Barba nera, ordinariamente rasa. Occhi brillanti. Mento pieno, color del volto olivastro, per aver contraffatto il suo naturale. Girovago e bandito. Suole travestirsi in mille guise, anco di donna. Parla il dialetto bergamasco, misto col rozzo veneto. Và munito di due coltelli, pistole e schioppo a due canne.»
Commissario di Alta Polizia (bando del 19 maggio 1806)


Simone Pianetti 1858 - 1941 (?) «Nativo di Camerata Cornello... Era un bell’uomo di cinquantasei anni, i cui tratti somatici rispecchiavano una sicura provenienza longobarda nella quale il solco slavo aveva lasciato ampie tracce. Alto, i capelli d’un biondo sbiadito ed opaco, … un paio di mustacchi che rendevano il viso severo ed accigliato, le gote che denotavano una vita tribolata e mettevano in risalto gli zigomi pronunciati. Lo sguardo era d’aquila, penetrante e metallico, da uomo abituato alle vette, non incline a languori e svenevolezze. Aveva un caratteraccio. »


La Valle Brembana