Il portale della Valle Brembana e delle Orobie

Home Redazionale Notizie dall'Italia Un cuore per non spegnere i motori

Un cuore per non spegnere i motori

Visti dall’alto attraverso un drone, gli 86 pullman gran turismo da 12 metri ciascuno parcheggiati sul piazzale adiacente a Leolandia, la ex Minitalia a Capriate, ieri apparivano come un grande cuore rivolto all’Italia intera.

In effetti vogliono rappresentare pacificamente tutte le imprese di trasporto turistico di Bergamo e della Lombardia che attualmente sono in ginocchio e con prospettive per il futuro niente affatto tranquillizzanti.

Hanno impiegato un paio d’ore gli autisti che hanno posizionato i loro mezzi in modo tale da formare un cuore dalle dimensioni record: 60 metri per oltre 100 metri.

La manifestazione, sotto l’egida della Provincia di Bergamo, ha voluto rappresentare un omaggio da parte di Leolandia e della categoria del trasporto turistico su gomma in segno di vicinanza e di solidarietà alle famiglie che hanno perso i loro cari ed ora sono costrette a sopportare gli attuali sacrifici previsti per decreto.

Senza giri di parole e con estrema onestà e chiarezza Giuseppe Ira, presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e di Leolandia: così sottolinea lo spirito dell’iniziativa: «Anche se per motivi diversi, tanto il settore dei parchi divertimento quanto quello dei bus turistici sono stati fortemente penalizzati da questa crisi e sono stati spesso dimenticati dalle istituzioni, che non hanno previsto adeguate misure di sostegno e ristoro. Il risultato è che in entrambi i comparti le perdite arrivano all’80% del fatturato. Il nostro messaggio di speranza è quindi rivolto anche a tutti gli imprenditori e ai lavoratori che, dopo anni di impegno e di passione, hanno visto crollare i propri ricavi, con l’augurio che si possa tornare presto alla serenità. Una serenità che dipenderà anche e soprattutto dalle risposte concrete che il Governo saprà dare al sistema produttivo del Paese».

In realtà quasi tutti gli sforzi sono stati dal governo concentrati sul fronte sanitario, sia pure con sprechi colossali ed errori strategici, ma anche sul temporaneo rimedio offerto dalla Cassa Integrazione per i dipendenti privati e sulle scarse ed aleatorie risorse messe a disposizione della nostra struttura industriale ed imprenditoriale.

Una situazione confusa e gestita dal centro con scarsa professionalità che ha spinto in particolare il settore ricettivo e turistico, compresi i relativi trasporti, verso un precipizio carico di pericoli e di insidie mortali.