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Non andrà tutto bene

Era il 21 febbraio, ci siamo svegliati in un incubo: avevamo sentito parlare di un’influenza che aveva provocato in Cina i primi morti. Compreso il medico che aveva denunciato i primi casi e che il regime comunista aveva messo a tacere. Ne avevamo sentito parlare ma a noi sembrava un problema lontano almeno 8074 chilometri, quelli che ci separano da Pechino.

Invece era diventato un problema anche nostro, con il “paziente 1” di Codogno.

Il resto è storia, una storia di mezze verità, di informazioni dubbie, di fibrillazione del sistema sanitario, di terapie sperimentali e terapie letali, di ordini e contrordini, di paura.

La paura, questa la cifra di quei momenti convulsi, alimentata dai numeri diffusi spesso a caso, dalle mezze frasi dei sanitari, dai ricoverati senza diagnosi certe e dai morti inceneriti senza autopsie.

Ed in quella confusione spuntavano qui e là come tanti esemplari di “amanita phalloides” improvvisati esperti, virologi, epidemiologi, infettivologi, primari e ausiliari, ciascuno con le proprie teorie spesso incompatibili fra loro.

Fino all’insediamento dell’Alta Corte paragovernativa, il Comitato Tecnico Scientifico con ampi poteri decisionali e dubbie conoscenze della materia.

Una primavera tragica, con risvolti spesso grotteschi, come le “tammurriate” sui balconi, con le sirene raggelanti nelle strade deserte, e tanta solitudine e senso di impotenza.

La nostra vita è cambiata, ci hanno instillato il terrore di contagiarci e questo si sta portando via la voglia di vivere.

Ci stiamo abituando a sentire dentro la mascherina non il profumo delle stagioni ma solo il nostro fiato caldo e tutt’altro che sano, evitiamo di passare troppo vicini agli estranei, li guardiamo come potenziali untori, li scansiamo inorriditi, riduciamo le occasioni per uscire di casa, ci stiamo richiudendo a riccio.

Ed in tutto questo il nostro lavoro, la nostra capacità di produrre e trasformare la fatica in pane quotidiano stanno diventando sempre più ignorati se non avversati da uno Stato che ci vuole vedere morti ma esenti da CoViD-19 e soprattutto fuori dagli ospedali che da molti anni tutti i governi vili e incapaci hanno impoverito e ridimensionato.