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In arrivo una patrimoniale?

I fondi promessi a qualsiasi titolo dall’Europa e citati anche recentemente da Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, compaiono e scompaiono come in un gioco di prestigio del mago Silvan. Le regole ci sono, purtroppo, sono contenute nei trattati firmati in passato dagli Stati europei e consentono di bloccare tutto con un semplice voto contrario, opzione attualmente esercitata da Ungheria, Polonia ed Austria.

Quindi il solennemente annunciato fiume di denaro si ridurrà probabilmente ad un rivolo, che con buona approssimazione finirà prosciugato ancor prima di arrivare a destinazione: l’economia italiana esausta dopo mesi di sacrifici e le tasche degli italiani, già prese di mira dalle sanguisughe del fisco.

Le rivalutazioni delle pensioni sono già a rischio, l’INPS piange miseria e si trova in difficoltà a rispettare le promesse in tema di Cassa Integrazione, i decantati “ristori” assomigliano sempre di più al “gratta e vinci” e nel frattempo i medici sono in agitazione e gli operatori sanitari sono costretti a doppi turni massacranti.

Eppure il governo, nella persona del suo plenipotenziario, mostra un’altezzosa sicurezza: i problemi troveranno soluzione se gli italiani saranno pazienti ed obbedienti, che tradotto significa non disturbate il manovratore anche quando rischia di deragliare e, ciliegina sulla torta, serve coesione nazionale rispettando i ruoli tra maggioranza ed opposizione, ovvero chi è al governo decide e chi è fuori può solo suggerire idee che per opportunità politica non verranno mai prese in considerazione.

Senza denari, senza uno straccio di idea valida, senza l’intelligenza di guardarsi intorno ed imparare, c’è già chi pensa ad una colletta obbligatoria: lo ha detto esplicitamente Pierluigi Bersani, che parla di “meccanismo di solidarietà”, ma sono in molti, nella maggioranza, a caldeggiare una soluzione “patrimoniale”, un’imposta sulla proprietà e sulle giacenze nei conti correnti. Soluzione questa che renderebbe felice l’ala ultrasinistra del governo ed una parte consistente dei Cinquestelle.

In questa prospettiva desta qualche preoccupazione l’offerta di “attiva collaborazione” annunciata da Berlusconi in ossequio alle raccomandazioni espresse dal Presidente della Repubblica negli scorsi giorni.