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Il governo naviga a vista

Come molti italiani avevano già previsto da mesi, l’Europa non è attualmente in grado di onorare le promesse fatte e tiene sigillate le casseforti dei fondi.

Qualcuno attribuisce la responsabilità dello stallo ai Paesi più “egoisti”, Ungheria ed Austria, che non vedono di buon occhio i sacrifici richiesti per aiutare le “cicale” del Sud Europa, altri sospettano che i fondi proposti non siano esattamente opere di bene ma che nascondano tra le pieghe dei trattati qualche polpetta avvelenata.

Del resto il ricordo di una tragedia greca orchestrata nel 2011 dalla Troika ai danni della nazione ellenica, condotta alla disperazione e depredata economicamente, è troppo recente e drammatico per finire nel dimenticatoio.

Agli annosi problemi di bilancio e di quadratura imposta dai parametri comunitari, si è aggiunto quest’anno il coronavirus, che ha sconvolto ogni regola, infranto ogni parametro e creato un’urgente necessità di reperire risorse finanziarie per far fronte allo sconquasso prodotto nell’economia di tutte le nazioni europee. Della nostra in particolare.

Se con un’accorta e saggia politica di bilancio l’Italia, negli scorsi anni, avesse provveduto a tagliare i veri sprechi, a programmare una lungimirante politica di salvaguardia del territorio, ad attrezzare con mezzi e risorse umane una Sanità pubblica che al contrario è stata oggetto di folli tagli lineari, forse le risorse per arginare l’imprevista catastrofe del CoViD-19 sarebbero state sufficienti, almeno in questi mesi appena trascorsi.

Invece gli sprechi sono rimasti tutti, anzi, sono aumentati come sono aumentati gli stipendi dei politici e del personale al loro servizio, e fra gli sprechi che nessuno ha pensato di ridurre o evitare ci sono migliaia di “Navigator” disoccupati ancor prima di iniziare, i bonus per idiozie come le bici elettriche ed i monopattini, le spese superflue per giochi ridicoli come i banchi cinesi a rotelle acquistati a dieci volte il loro valore, camici, mascherine e macchinari pagati e mai ricevuti o distribuiti. Ed una task force di oltre 400 pseudo commissari, esperti e consulenti che hanno prodotto solo sprechi e confusione ma anche suggerito DPCM molto discutibili.

Possiamo dolerci del trattamento poco fraterno che certa Europa ci riserva, ma è nostro dovere fare un profondo ed onesto esame di coscienza, chiedendoci se saremo mai uno Stato moderno e funzionale se non avremo il coraggio di cancellare ogni traccia borbonica nella nostra mostruosa burocrazia.