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Il vaccino Oxford-AstraZeneca

Nella corsa al vaccino contro il Covid 19 concorre anche l’Italia, attraverso una stretta collaborazione tra l’università di Oxford, l’azienda biofarmaceutica svedese-britannica AstraZeneca e la IRBM di Pomezia.

Il vaccino che è in fase di sperimentazione è stato dichiarato sicuro ed efficace al 99 per cento. Gli scienziati dell’ateneo britannico hanno annunciato così i più che promettenti risultati della fase 2 dei test, precisando che il vaccino sarebbe in grado di generare anche una forte risposta immunitaria tra gli over 60, il gruppo più vulnerabile. Per i risultati della fase 3 bisognerà attendere ancora qualche settimana, ma le premesse per un esito positivo ci sono tutte.

A differenza dei vaccini già messi in produzione da Pfizer e Moderna, l’AZD222 di Oxford-Pomezia sfrutta un adenovirus con la proteina “Spike”, quella agganciata dal Sars-CoV2 per aggredire l’organismo umano. Si tratterebbe di una procedura meno rivoluzionaria rispetto a quella utilizzata dalle due concorrenti americane, che sfruttano la tecnologia dell’mRNA o “RNA Messaggero”, ma proprio per questo potrebbe essere più sicuro. Il vaccino attiva due forme di immunità: cellulare e anticorpale, questo in tutti i gruppi di età e attraverso la somministrazione standard.

Il vaccino Oxford-Pomezia potrebbe essere pronto per la distribuzione nel secondo trimestre del 2021. Per il momento le armi migliori in tutto il mondo restano il distanziamento, le mascherine e la rarefazione dei contatti.