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Formiche e cicale

L’attivazione del Recovery Fund non è prevista «prima dell’estate 2021».

È la stima di un alto funzionario UE che ridimensiona le aspettative dei Paesi, compreso l’Italia, che pensavano di ottenere i primi miliardi del piano di ripresa già entro la primavera del prossimo anno.

Si rivela così una chimera un’altra promessa europea, alla quale i governi in difficoltà e le loro “maggioranze” instabili si erano attaccati per ottenere consenso.

E non è neppure detto che alla scadenza ipotizzata l’Europa sia pronta a mettere le mani alla propria borsa; più probabile un’ulteriore proroga oppure una riscrittura delle regole che molti “Paesi formica” considerano troppo generose con i “Paesi cicala” come il nostro. In ogni caso ogni ulteriore ritardo rappresenta un ostacolo alla soluzione dell’emergenza che stiamo drammaticamente vivendo.