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Dal voto alla piazza

In questa confusa fase di conteggio delle schede elettorali, soprattutto quelle pervenute attraverso il servizio postale, la contesa tra Biden e Trump si sta spostando nelle strade.

Decine di manifestanti sono stati arrestati a New York a seguito di disordini scoppiati con la polizia: mentre iniziava un lancio di uova da parte di alcuni contro la polizia, altri hanno dato fuoco ai cassonetti dei rifiuti e sfondato la vetrina di un negozio.

Centinaia di manifestanti che chiedevano il conteggio di ogni voto elettorale alle presidenziali Usa si erano riuniti nel Washington Square Park di Manhattan.

Altri disordini sono stati segnalati a Portland, nell’Oregon, nella contea di Maricopa, in Arizona, a Denver e Minneapolis.

Ma questo sembra solo l’inizio, molto dipenderà dai prossimi sviluppi legali.

Pochi commentatori, anche nel nostro Continente ed in particolare in Italia, hanno il coraggio di sollevare dubbi sulla supposta “valanga” di voti per Biden, l’ex vice di Obama, sui palesi e goffi tentativi di broglio in quei seggi dove sono riusciti a votare perfino i defunti e i non più residenti.

L’esito di queste elezioni, quale si sta profilando, dovrebbe destare qualche dubbio, almeno negli intellettualmente onesti: è ben strano che in certi Stati Biden abbia raccolto più voti di quanti fossero complessivamente i votanti.