Ha riaperto, il 14 febbraio scorso, dopo la pausa invernale, il rifugio Calvi di Carona, uno dei rifugi storici del Cai di Bergamo e delle Orobie. Dopo 70 anni di gestione bergamasca, da quest’anno ci sono tre giovani dal Milanese e da Monza Brianza: Federico Pessina, 27 anni, di Paderno Dugnano, Matteo Corrain, 32 anni, di Bresso, e Luca Cattaneo, 23 anni, di Bovisio. Insieme gestiscono da alcuni anni anche il rifugio Chiavenna, in Valle Spluga (Sondrio).
FINO ALL’8 MARZO APERTURA SOLO COME BAR E NEI WEEKEND
Aperto per il primo giorno il 14 febbraio scorso, doveva restare aperto anche questo weekend (21-22 febbraio) ma il pericolo valanghe dopo l’intensa nevicata di giovedì ha consigliato i rifugisti alla chiusura. Salvo condizioni meteo pericolose riaprirà dal 28 febbraio.
Il rifugio sarà aperto – solo come bar – nei fine settimana, fino al primo weekend di marzo. Dal 14 marzo sarà aperto anche per pranzo, cena e pernottamento. Tra gli appuntamenti prossimi al rifugio il tradizionale Trofeo Parravicini, di scialpinismo, in programma il 12 aprile.
I tre giovani avevano vinto il bando del Cai di Bergamo indetto la scorsa estate dopo l’annuncio della rinuncia anticipata da parte di Andrea Berera e la compagna Elisa (gestori da circa quattro anni). Otto sono state le candidature, nessuna dalla Valle Brembana. La commissione del Cai (era parte anche il sindaco di Carona, Aldo Ruffini), ha scelto i tre giovani milanesi-brianzoli, soprattutto per “entusiasmo e esperienza passata”.
Così, dopo circa 70 anni, il rifugio Calvi non avrà una gestione bergamasca. Negli anni passati, almeno dagli anni Cinquanta (il rifugio fu costruito nel 1935), è stato infatti sempre gestito da orobici, in particolare brembani e di Carona. Stando alla memoria storica sarebbe stato gestito da rifugisti non bergamaschi, ma provenienti dal Trentino Alto Adige, solo nei primi anni.



Venerdì 20 febbraio 2026










