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Terra Matta al Rifugio Balicco

Mezzoldo, Domenica 21 Luglio 2019



Manifestazioni Mezzoldo Valle Brembana


IL GIORNO 21 LUGLIO PRESSO IL RIFUGIO BALICCO DI MEZZOLDO alle ore 14.00 ANDRÀ IN SCENA IL RACCONTO TERRA MATTA 2 (1899-1918) A CURA DELL’ATTORE STEFANO PANZERI

Terra Matta è un progetto di trilogia teatrale che parte dall’omonima autobiografia di un bracciante siciliano semianalfabeta classe 1899: in 1027 pagine senza margini, con il punto e virgola a dividere una parola dall’altra, in una lingua grezza e infarcita di sicilianismi, Vincenzo Rabito racconta la sua vita e con essa la storia del nostro Paese dal punto di vista di un ultimo, ma mai di un vinto. La tensione verso il benessere dei figli, il carattere girovago dell’esistenza di Vincenzo e soprattutto il valore di testamento spirituale che il testo porta in sè, avvicinano la figura di Rabito a quella del migrante; così nel maggio 2015 con un crowdfunding la prima parte dello scritto di Rabito è stata presentata agli italiani nel mondo da Stefano Panzeri che usando il testo come catalizzatore di memoria, Vincenzo come esempio, Terra Matta come merce da scambiare raccolto le storie personali di migrazione del pubblico.Le diverse memorie di migrazione italiana sono state poi il punto di partenza per sviluppare il resto della trilogia: Terra Matta 2 (1918-1943) che nel maggio 2016 ha debuttato a Buenos Aires e Terra Matta 3 (19143-1968) che ha debuttato a Mendoza il 25 maggio 2017 e ha visitato Australia, UK e Sud America.

LO SPETTACOLO CHE si terrà al Rifugio Balicco è la seconda parte della trilogia.

Terra Matta 1(1899-1918)è il racconto in prima persona dell’intimo sforzo di emanciparsi e sopravvivere alla miseria. La vicenda umana del protagonista scorre in un intreccio straordinario di grande e piccola storia sullo sfondo della poverissima Italia rurale di inizio secolo, sorpresa e dilaniata dalla Grande Guerra, l’Italia della gioventù sacrificata, l’Italia delusa da una vittoria “fragile”. Questo racconto nel giugno 2015 è stato usato come merce di scambio per recuperare dalla viva voce degli italiani di Argentina e Uruguay storie e ricordi di migrazione, sucessivamente integrati nel secondo capitolo della trilogia e “restituiti” con Oltreoceano 2. Terra Matta 2 (1918-1943) è il racconto in prima persona dell'immane sforzo di sopravvivere alla miseria, al vuoto umano, sociale ed economico lasciato dalla Grande Guerra. La vicenda umana del protagonista scorre sullo sfondo dei primi scontri ideologici, della dittatura fascista, degli anni dell'impero, del ritorno della guerra, dell'occupazione tedesca, fino a quando "hanno trasuto li americane". Accanto (e in relazione) con la vicenda di Vincenzo trovano spazio anche quella di Lina, Saverio e di tanti altri personaggi nati dal montaggio dei ricordi di migrazione raccolti dalla viva voce degli italiani di Oltreoceano visitati in occasione della prima edizione del progetto e restituiti ai legittimi proprietari nel corso di Oltreoceano 2 (maggio-giugno 2016).

Terra Matta 3 (1943-1968) è il racconto in prima persona dell'immane e intimo sforzo di sopravvivere ed emanciparsi dalla miseria e dal vuoto umano, sociale ed economico lasciato dalla Seconda Guerra Mondiale. La vicenda umana di Vincenzo scorre sullo sfondo dell’occupazione americana, della Resistenza, della Liberazione e dei grandi avvenimenti politici che segnano l’avvento della Repubblica. Mentre ci racconta della nascita dei figli Gaetano e Giovanni, Vincenzo parla dei briganti, delle elezioni, del lavoro che manca, della casa cantoniera, ma anche dell’ascesa della Democrazia Cristiana, dell’avvento della televisione, della costruzione dell’Italia di oggi, e dopo un breve ritorno sulle terre del Piave, chiude il suo racconto ricordandoci: “che belle epiche che sono queste, che belle epiche che hanno capitato tutta questa cioventù”. Anche in questo capitolo si intrecciano a quella del protagonista le vite di Rita, Brunilde e Antonietta raccolte durante Oltreoceano 2 e restituite nella terza edizione del progetto (maggio-giugno 2017).

STEFANO PANZERI, Lecco 1976. ATTORE PROFESSIONISTA DAL 1998, dottore di ricerca in Studi Iberici dal 2006 collabora con diverse realtà teatrali dentro e fuori il territorio nazionale sempre in veste di interprete. Dedica buona parte della sua formazione al teatro della Commedia dell’arte e dal 2000 approfondisce il linguaggio della narrazione. Ha creato l'ensemble artistica JOGIJO con cui si dedica a produrre spettacoli trillingue, e la compagnia PANEDENTITEATRO (La Fiaba dei bambini topo, I Supereroi non bevono il brodo) per il teatro ragazzi in Italia. Nel 2014 lavora su Terra Matta e dal giugno 2015 grazie ad un crowdfunding inizia OLTREOCEANO, un progetto di raccolta e restituzione della memoria migrante italiana a partire da Terra Matta, Nel settembre 2016 ha concluso il secondo e ultimo livello del corso di Screen Acting presso la Met Film School di Londra. Nell’aprile 2018 ha debuttato con la nuova produzione Così lontano cosi Ticino di e con Davide Marranchelli.

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