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  • Rifugio Passo San Marco - Il Passo San Marco, è il valico automobilistico tra la Val Brembana (Bergamo) e la Valtellina (Sondrio). E' ancora percorribile, a piedi, l'antica "Strada Priula" che nel '500 collegava Venezia e Coira. Il Rifugio Passo San Marco 2000 per la vostra vacanza relax a 2000 metri di altitudine nelle Alpi Orobie. Seguendo la strada asfaltata che dalla Val Brembana sale al passo, incontriamo anche un secondo rifugio, il San Marco 2000. E qui, quasi sospesi fra Val Brembana e Valtellina. Da Mezzoldo (m. 900): Segnavia 114. A Mezzoldo potremmo iniziare la nostra camminata già all'inizio del paese, dove troviamo il selciato della Priula sulla sinistra, nei pressi del cimitero. Decidiamo però di risparmiarci un po' di fatica e di arrivare in auto fino in centro. Qui giunti, dopo aver parcheggiato, prendiamo sulla sinistra, in salita, la via Bonandrini, che ci conduce al ristorante Balicco, ove incontriamo il nostro percorso. Poco dopo, giunti ad un crocefisso, attraversiamo la provinciale e risaliamo verso monte, in un bosco di pecci. Più avanti, un tratto incassato nella valle ci obbliga a seguire l'asfalto per circa un chilometro. Quando la strada si avvicina al fiume, riprendiamo il percorso sulla sinistra e, salendo nel bosco, arriviamo al ponte Contagocce, dove attraversiamo il Brembo. Una ripida rampa ci conduce fino alla diga che chiude il bacino di Ponte dell'Acqua (m. 1272). Tornati sulla carrozzabile, oltrepassiamo l'omonimo abitato e poi, sulla sinistra, imbocchiamo l'antico tracciato che conduce al ristorante Rossi e quindi entra nel bosco. Proseguendo in salita, oltre la pecceta, raggiungiamo i prati dell'Alpe Arcogno, ove troviamo una casera (m. 1657) e più avanti un'altra (m. 1757). A questo punto ci ricongiungiamo alla provinciale nei pressi di un tornante. Seguiamo ora il crinale, tra la Valle di Mezzoldo e la Val Mora, in un tratto in cui il selciato è ancora ben conservato, ed arriviamo al tornante ove sorge il nuovo rifugio. Esso, solido e fabbricato in pietra, è stato per anni la casa cantoniera del Passo S.Marco e può vantarsi di essere uno dei più antichi rifugi presenti sulle montagne d'Europa essendo stato edificato nel 1593.
  • Comune di Mezzoldo. Sino al 1960 il Comune di Mezzoldo non aveva nè uno stemma nè un gonfalone. LAmministrazione comunale, con delibera del 21/07/1961 ha adottato lo stemma attuale, creato dall'Ufficio Araldico di Genova. Lo stemma e' diviso in due campi; quello superiore e' rosso e reca impresse tre stelle d'oro che rappresentano i tre nuclei fondamentali che costituiscono il paese; le stelle hanno sei punte per indicare il centro e le cinque frazioni. La parte inferiore e' azzurra con tre api d'oro che simboleggiano la laboriosità delle tre stelle. Lo stemma e' sovrastato da una corona turrita e circondato da un ramo d'alloro e uno di quercia come quelli di tutti i Comuni. Il gonfalone, visibile presso l'aula consiliare del Comune, reca al centro lo stemma, mentre sullo sfondo i colori rosso ed azzurro sono invertiti.

    Fotografie di Mezzoldo. Le fotografie di Mezzoldo sono in risoluzione 800x600 e liberamente prelevabili. Se vengono utilizzate per altri Siti Internet oppure su Giornali e Riviste è obbligo citarne la fonte www.valbrembanaweb.com



    Rifugi delle Orobie Occidentali - La zona delle Alpi e Prealpi Orobie Occidentali Bergamasche è particolarmente ricca di rifugi e bivacchi. Consigliabile pernottare dal form che trovere nell'informativa del singolo Rifugio. Illustreremo le caratteristiche, prezzi, aperture, chiusure e come arrivarci..... Quasi tutti i Rifugi sono accessibili da un itinerario trekking chiamato Sentiero delle Orobie (n°101), altri accessibili anche in auto (vedi Cà San Marco e Madonna della Neve).

    Il Parco delle Orobie Bergamasche - Tra le vie di collegamento è da ricordare la strada Priula che prese il nome dal Podestà veneto Alvise Priuli, il quale la ideo' e costruì nel 1593. Essa ebbe un ruolo fondamentale nelle vicende bergamasche e valtellinesi del XVI e XVII secolo in quanto unico collegamento tra Venezia e il centro Europa. Da semplice mulattiera divenne strumento di natura politico-diplomatica, via alternativa e sicura rispetto ai percorsi di commercio praticati da secoli, nonchè uno dei primi, rari e documentati esempi di progettazione stradale della Lombardia.