Rifugio Nicola, Piani di Artavaggio - Moggio Valsassina Ristorazione
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Piani di Artavaggio - Barzio Valsassina, Rifugio Nicola La Storia del Rifugio Nicola e dei Piani di Artavaggio
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La Storia del Rifugio Nicola
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Voluto dall'attuale gestore, Angelo Esposito, in memoria del padre, e' stato costruito nel 1968, a forma  piramidale, per richiamare il Sodadura. Il monte che si erge maestoso a est del Rifugio, ricorda proprio la struttura delle antiche tombe dei Faraoni egizi. La gestione del Nicola e' ormai giunta alla terza generazione, con Walter, figlio di Angelo e grande appassionato di Montagna. Il giovane, e' affiancato nel servizio dalla guida sicura della mamma Antonietta Rosa. Rifugisti per tradizione gli Esposito iniziano l'attività nel 1934 con Nicola. L'uomo, costruisce infatti il Cesare Battisti, ora diventato privato, poco distante dal Rifugio Gherardi, in  località Alben. Purtroppo nel 1967 a causa di un incidente Nicola muore tragicamente nei pressi del Rifugio Cazzaniga, che gestiva contemporaneamente al vecchio Casari. 
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L'anno seguente il figlio Angelo decide costruire un nuovo alberghetto in sua memoria. Nasce così il Rifugio Nicola, la piramide dei Piani di Artavaggio. Visto il notevole afflusso, di turisti e escursionisti, nel 1980 la struttura viene ampliata creando servizi adeguati alle esigenze del momento: bar, ristorante, self-service e camere con bagno. Attualmente sono disponibili 9 camere per un totale di 24 posti letto, mentre il ristorante col self-service offre a ben 150 clienti la possibilità di pranzare, comodamente seduti all'interno del locale.
la Costruzione piramidale del Rifugio
Il Rifugio e' aperto tutti i giorni, quando funziona la funivia, e ogni fine settimana nel restante periodo dell'anno. Comunque gli Esposito lo aprono anche su richiesta di gruppi e comitive. Purtroppo la chiusura frequente della funivia e gli orari limitati di apertura non favoriscono gli escursionisti.
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I Gestori del Rifugio, Antonia e Angelo Nonostante alcune difficoltà di gestione e i continui sacrifici richiesti da questo tipo di lavoro, gli Esposito continuano a offrire il loro servizio ai clienti, che accolgono ogni volta con simpatia e cordialità. 

Il contatto umano e le inaspettate visite di personaggi famosi qualche volta riescono anche a far dimenticare, almeno per un attimo, i problemi quotidiani. 

Al Nicola hanno soggiornato diversi personaggi politici e dello spettacolo che hanno contribuito a dar lustro a questo alberghetto che sorge a quasi 2.000 metri di quota.


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La Storia di Esposito Nicola
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Nicola e Silla nel vecchio cucinino del Cazzaniga fine anni '50

Nicola Esposito nato a Barzio nel 1906, ancora bambino comincia ad apprezzare e amare le montagne che lo circondano. E' attratto dalle bellezze dei Campelli, del Sodadura, di Artavaggio. 

Comincia a frequentare in lungo e in largo i sentieri che gli consentono di raggiungere tutte le vette, fino a conoscere ogni segreto. Anno dopo anno la sua passione aumenta a tal punto che nel 1934 decide addirittura di costruire un Rifugio. Nasce cosi' il "Cesare Battisti". Nicola Esposito lo dedica ad un eroe della prima guerra mondiale, che lo aveva affascinato moltissimo. Nel frattempo si sposa con Silla Cattaneo di Pizzino, amante come lui della montagna. 

La donna, insieme a Nicola partecipa manualmente alla costruzione del Rifugio ai Piani d'Alben, che poi gestisce con abilità e impegno, nonostante la nascita dei 3 figli Francesco, Ernesto e Angelo. Solo quest'ultimo pero' eredita dai genitori la passione per la vita del Rifugio.
Ne continua la tradizione di gestore, ora seguito dal figlio Walter, che si alterna nella professione di Maestro e Istruttore di sci proprio ai Piani di Artavaggio. Purtroppo negli anni 40 a causa dell'evento bellico, Nicola Esposito per poter provvedere concretamente al mantenimento dei figli, vende il Cesare Battisti. La sua passione per le montagne, pero', non lo abbandona e nel 1954 l'uomo decide di accettare la gestione del vecchio Casari, nel Vallone e del Cazzaniga-Merlini ai quali si dedica contemporaneamente. Purtroppo in quegli anni non esiste ancora la funivia e gli Esposito sono costretti a raggiungere i due Rifugi con lo zaino sulle spalle colmo di viveri, spesso affrontando un terreno coperto da oltre un metro di neve. Ma la fatica e' sempre compensata dalla vita all'aria aperta. Sui loro monti, sono circondati dalla rigogliosa natura. Purtroppo a causa di un incidente presso il Rifugio Cazzaniga, Nicola muore all'improvviso, nel Febbraio del 1967. E' la fine. Ma in sua memoria il figlio Angelo costruisce la Piramide che chiama appunto "Nicola", e che gestisce insieme alla moglie Antonia e al figlio Walter.
Nicola e amici nel vecchio Casari nel Vallone

Piani di Artavaggio

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Sono anche chiamati "Pian de la Questiun", a causa dei diversi Comuni che se ne contendono la proprietà. Ai tempi, quando la piana appartiene al ducato di Milano e confinava con la Serenissima. Tra i Piani di Artavaggio e i Piani di Bobbio si ergono le numerose Cime del gruppo Campelli, precedute dal Monte Sodadura e dalla Cima Piazzo con la sottostante Alpe Piazzo, probabilmente così denominate per la loro struttura pianeggiante. Il gruppo dei Campelli comprende la Conca  e quella del Pratorotondo abbracciando tutti i pascoli dell'Alto Vallone. Chiamato così come la parte posteriore delle chiese, e' una zona vastissima situata proprio dietro al Gruppo Campelli e si snoda dalla bocca dei Campelli verso il Forcellino. Fra le vette che si susseguono fra le due piane sono da ricordare la Cima del Pesciola dove si erge maestosa l'effige del Cristo, in ferro battuto, portata lassu' dagli Alpini di Cremeno, lo Zucco Campelli dove e' stata posta la croce il Barbisino il Forcellino, rivolto verso la Valtorta, il Perniser, (nome derivatogli dalla presenza di numerose Pernici) e il Pizzo Rondine (Runden) posto proprio sopra la valle dei mughi ("mugoff"). I Piani di Artavaggio, posti tra la Valsassina e la Val Taleggio, sulle Prealpi Orobiche consentono inoltre di raggiungere in ogni periodo dell'anno anche il Pizzo dei Tre Signori, il Pizzo Trona e addirittura la Val Gerola, la Val Taleggio e la Val Brembana. Attualmente i Piani di Artavaggio consentono agli sportivi di praticare oltre a escursioni, sci, passeggiate a cavallo, pattinaggio su ghiaccio in inverno, gite in mountain bike e nuove discipline quali lo snow-board o il telemark cui e' stata recentemente "consacrata" una pista. 
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Rifugio Nicola, Piani di Artavaggio - Moggio Valsassina
Dopo anni di attesa, finalmente il 23 Dicembre 1998 la zona e' stata dotata ufficialmente della corrente elettrica. Insieme ai Piani di Bobbio la località è destinata in estate all'alpeggio e in inverno alle stazioni sciistiche e  nulla ha da invidiare alle Dolomiti. Rocce imponenti, pascoli fioriti dai mille colori danno a chi la raggiunge, quella gioia che sa trasportare verso l'infinito. Geograficamente l'area che ruota attorno a Barzio e ai paesi limitrofi e' costituita da un vasto altopiano che il gruppo Campelli collega al Resegone.
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Attraverso la Culmine di San Pietro. Dapprima la popolazione trasse le proprie fonti di sussistenza dalle attività legate alla pastorizia, favorite dalla particolare costituzione del terreno e da una buona esposizione al sole. Dopo alcuni secoli parte della popolazione sostituì le industrie alimentari con quelle minerarie e metallurgiche. Altri si dedicarono invece alle attività terziarie legate al turismo. Questo fenomeno fece si che i villaggi contadini venissero trasformati in centri residenziali animatissimi nei mesi estivi e nei periodi di vacanza. L'evoluzione delle varie attività, comunque, non impedì alla pastorizia di sopravvivere, grazie sopratutto alle numerose iniziative attivate dagli Enti Locali e dalla Comunità Montana per recuperare e valorizzare l'allevamento e l'agricoltura.

Angelo Esposito premiato per i 50 anni di rifugista

RISTRUTTURAZIONE DEL RIFUGIO A Luglio 2006 sono stati ultimati i lavori, per la sostituzione di tutti i serramenti del Rifugio per dare delle strutture all'avanguardia, anche in quota, ai clienti che frequentano il nostro Rifugio. Un particolare ringraziamento alla Ditta ISOLSER, dei F.lli Bonacina, di Chignolo d'Isola (Bg) in Via Verdi, 15, per la serietà dei lavori eseguiti. tel. 035 - 904880

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