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Antica saggezza popolare, la Tradizione molto spesso e' tramandata con i racconti nello specifico grazie al dialetto con i proverbi. Proprio del dialetto bergamasco era (ed e') l'argutezza delle battute che, unita ad una ricca tradizione di proverbi vivaci ed immaginosi, contribuì nel '500 col fiorire di un genere letterario nuovo quale la commedia a fornire un materiale di divertimento e di comicità. I tipi buffo e ridicoloso, costituirono con le loro battute tutto un repertorio destinato a caratterizzare nella Commedia dell'Arte fino al Goldoni la maschera a tutti nota di Arlecchino. In questi pochi proverbi elencati e' possibile rintracciare quella disincantata visione della vita propria del popolo bergamasco, la sua saggezza legata al profondo vincolo con la propria terra d'origine e con le proprie tradizioni: preziosa testimonianza di un mondo che oggi sta ormai scomparendo. Un tempo fenomeno tipico popolare delle Valli Bergamasche, in particolare della Val Brembana era quello di dare dei "Soprannomi" agli abitanti dei Paesi e delle Frazioni. Questa abitudine (se così si puo' chiamare), iniziata nel '600 è ora ormai pressochè sparita. Questi "titoli" venivano dati in base alle abitudini, ai lavori, ai pregi o difetti che gli abitanti del tal posto avevano, influiva anche la posizione del luogo, che contava molto per questa simpatica e tipica abitudine. Il soprannome veniva dato anche pero' per sminuire o ridicolizzare gli abitanti della frazione rivale. Questa usanza ha funzionato solo fino a quando le comunità dei villaggi erano considerate come un unica entità. . . . altri tempi.