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Gli abitanti di Valnegra
sono molto industriosi da sempre, seppero coltivare il piccolo territorio
comunale a Biada, a Patate e a Gelsi. Ben costruiti furono anche i molti
che esercitavano l'arte del carbonaio e che "esportarono" questo mestiere
anche fuori provincia e fuori italia. Valnegra, ai piedi del Monte Torcola,
e' un piccolo centro che già nel '400 era autonomo da Piazza Brembana
ed ospitava una comunità contadina dedita allo sfruttamento dei
pascoli e dei boschi. Se si pensa al "Nigra" che colorisce il nome della
valle, non si puo' fare a meno di ricordare i riflessi scuri dei pini che
ondeggiavano numerosi al soffio delle brezze che giocano tra le pendici
del monte. |
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Alberghi,
Hotel, Ristoranti Pizzerie, appartamenti, Valnegra
Esser boscaioli di Valnegra,
con qualcosa di misterioso nel nome che poteva voler dire esser cresciuti
dove bisognava saper dominare eventi difficili, era un titolo di credito
nel mercato della professione. Ed infatti la loro abilita' non era inferiore
alle aspettative che quotavano al rialzo la loro specializzazione in Italia
e all'estero. Si spiega così come Valnegra una piccola comunità
abbia potuto arricchire di opere d'arte la propria chiesa, pur dovendo
ricostruire l'antico edificio.
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Fotografie
di Valnegra
Nella storia dell'Ottocento
Bergamasco un posto di rilievo bisognerà sempre assegnarlo a Valnegra,
alla sua Opera Pia Gervasoni, al suo Convitto-Collegio. Parliamo della
storia bergamasca delle conquiste sociali: nel campo della istruzione,
in quello della beneficenza, assistenza ai bisognosi. A Valnegra si e'
fatto beneficenza, assistenza e istruzione. Se era facile pensare coraggiosamente
ad opere sociali del genere in città o in grosse borgate delle vallate
e della pianura, molto difficile, anzi pazzesco, era farsi venire anche
solo l'illusione di dar vita ad opere come quelle create e fortemente sostenute
in un piccolo villaggio alpestre, come era Valnegra. Tra le attività
sociali create dai cattolici bergamaschi concediamo un posto di merito
rilievo a quest'opera. In una panoramica provinciale, sul fronte della
cultura, per la storia di ieri e per le valide prestazioni di oggi, il
Collegio di Valnegra brilla di una luce di giusto orgoglio. Valnegra resta
ancora uno dei centri piu' vivi della formazione culturale nell'area geografica
bergamasca. E, tra i numerosi collegi e istituti cattolici di istruzione
e di assistenza alla gioventu' della Diocesi di Bergamo, Valnegra conserva
sempre un posto di notevole importanza.
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Ricerca:
Valnegra
Nella storia recente Valnegra
viene ricordata come prima sede di scuola superiore della Valle, sorta
nel 1865 nel Collegio S. Carlo dell'Opera Pia Gervasoni. Qui si formo'
per anni la classe dirigente della borghesia vallare, per cui l'istituzione
veniva ironicamente definita "la Sorbona di Gogìs". Oggi ospita
la scuola media intercomunale e c'e' da augurarsi che qualche "oculato"
provvedimento ministeriale non intervenga a chiuderla, favorendo l'emigrazione
di quanti, anche a costo di sacrifici, abitano la valle che amano, ma non
pensano per questo di dover ulteriormente sacrificare i propri ragazzi
a prolungati ed assurdi trasferimenti. |
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Cartoline
antiche di Valnegra
Gli abitanti sono chiamati
Valnegresi - C.A.P. 24010 - popolazione al 1999, 227 abitanti - Distanza
da Bergamo Km 39.5 - Altitudine 581 m s.l.m. - Municipio: via Locatelli
Telefono 0345.81084 - Escursioni e Gite: Monte Sole, Monte Toracchio, Laghetto
Miragolo - Coordinate: Latitudine 45°57'0"00 - Longitudine 09°41'25"44
- Misure: Superfice 2,09 kmq. |
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Cenni
Storici di Valnegra
I confini del Comune di
Valnegra vennero di massima stabiliti con atto notarile del 25 Giugno 1590;
Dai documenti risulta che fin dal 1452 la Valle Brembana oltre la Goggia,
e quindi anche Valnegra, era soggetta al ducato di Milano, sotto l'ambizioso
principe F. Sforza. Fin dal lontano 1451 si celebrava in Valnegra la solenne
festa della Epifania e si teneva il grande mercato. E' tradizione che in
quel giorno convenissero molte persone dai paesi vicini, fra le quali si
notavano i cottimisti, gli imprenditori, gli operai che venivano per stipulare
i contratti, pattuire la mercede per l'incipiente stagione, iniziando così
la grande piaga dell'emigrazione. Le riunioni si tenevano all'aperto sotto
i due vettori (portici) posti sulla strada principale (via vecchia) uno
all'inizio del paese, ora distrutto, e l'altro, esistente, sulla mulattiera
del Chiarello che comunicava con Dossena. |
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