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Albergo della Salute (Costa d'Olda)
L' Albergo della Salute è situato a Olda, a 850 metri s.l.m., sulla collina al centro della Valle Taleggio, nelle Orobiche bergamasche. La Valle Taleggio è ricca di verde, percorsa da 2 piccoli torrenti, con pascoli fino a 2.000 m. e rocce di tipo dolomitico che le fanno da corolla.  L'Albergo esiste dal 1925 e dispone di 40 camere, tutte con servizi privati, telefono, di cui 20 ristrutturate agli inizi degli anni'90 mentre le altre 20 totalmente modernizzate con criteri di bioarchitettura.Il ristorante,con due sale, può comodamente ospitare 180 persone.  Valle Taleggio Arte, Cultura e Tradizione in questa Piccola Svizzera Bergamasca La gestione, a carattere familiare, è alla terza generazione. Durante la precedente gestione, si è avuta una continua crescita e sviluppo della struttura, determinata anche da momenti economici piuttosto favorevoli,ma certamente da un turismo molto diverso dall'attuale. In quel periodo, i gestori hanno saputo sicuramente trarrre il massimo della potenzialità della struttura.  Negli ultimi decenni la situazione è molto cambiata. In seguito al processo di urbanizzazione, la Valle ha visto l'abbandono da parte delle popolazioni più giovani e l'aumento della popolazione di anziani. L'economia della Valle è legata alla produzione del Taleggio, e lo sviluppo turistico in atto è di centinaia di escursionisti.

Pizzeria Palazz dol Miro (Peghera di Taleggio)
Immersa nel verde della Valle Taleggio, con una splendida vista sulla cornice di monti che la circondano, la pizzeria Al Palazz dol Miro offre ai propri clienti la possibilità di gustare in un ambiente raccolto e famigliare la versione orobica del piatto mediterraneo per eccellenza. Le pizze abbinate a formaggi, salumi ed erbe tradizionali sono infatti i “piatti forti” della nostra pizzeria: così oltre alle classiche Margherita, Capricciosa, Quattrostagioni si potranno provare la pizza Cantel, la Cancervo e la Corna Bianca rispettivamente a base di Taleggio, Branzi, ed erbette selvatiche raccolte nei campi. Inoltre è possibile assaggiare taglieri di salumi e formaggi nostrani come il salame e la pancetta, primi piatti a base di casonsei creati seguendo la ricetta bergamasca, e della rinomata polenta taragna oppure accompagnata a deliziose fette di arrosto di vitello allevati nei nostri pascoli. 
vendita formaggi dalla Valle Taleggio. Lo Strachitunt, il Branzi, Formai de Mut ecc. ecc. Lo StrachìTunt Lo Stachì Tunt è un formaggio a due paste cioè ottenuto mescolando la cagliata della sera con quella del mattino. Il latte fresco e intero della mungitura serale è lavorato con una tecnologia simile a quella di tutti i formaggi stracchini; il coagulo è raccolto in fagotti di tela  posti poi a sgocciolare per tutta la notte in ambiente a circa 18° C. La stessa operazione viene ripetuta con il latte della mattina ottenendo un coagulo che verrà posto a sgocciolare per circa 20-30 minuti. In questa fase di lavorazione verranno poste nello stampo le due cagliate (con acidificazioni diverse) tenendo sulle facce piane e sullo scalzo la cagliata fresca, intervallando all’interno cagliata fresca e cagliata della sera precedente. Seguono la stufatura e la salatura a secco. La stagionatura avviene in locali con temperature dapprima attorno ai 10°C e successivamente di 2-4°C. Dopo circa 30 giorni dalla produzione le forme vengono forate sulle facce e sullo scalzo. Le due cagliate , avendo diversa consistenza, non si amalgamano bene e lasciano pertanto dei piccoli spazi che in seguito alla foratura si riempiono di aria. E’ proprio in questi spazio che le muffe naturali iniziano a sviluppare la loro caratteristica efflorescenza. 

ll Taleggio, D.O.P della CÀdeAMBRÖS appartiene alla categoria degli stracchini, formaggi di origine lombarda caratterizzati da pasta molle e forma generalmente quadrata. Anche se non esistono riferimenti storici precisi sembra che il nome Stracchino derivi dal termine dialettale “stacch” vale a dire stacco, stanco, poiché questi formaggi erano prodotti a fine estate nelle vallate alpine con il latte proveniente da animali stanchi dopo il lungo viaggio di ritorno dai pascoli d’alta quota. 



Fotografie di Taleggio
E ancora possiamo far risuonare i nostri passi sui ciottoli di mulattiere ben conservate o emozionarsi davanti alla fontana di S. Carlo o seguire per un tratto gli antichi confini di Stato - sottolineati dai poderosi cippi (termenu') dell'ultima delimitazione confinaria, 1760 - dal sagrato di S. Bartolomeo, in antico chiesa parrocchiale di Vedeseta, fino a Vaccareggia passando per il Cantello a est di Reggetto. E infine possiamo farci prendere alla magia della Corna di Pizzino con le case abbarbicate e il suo castello guelfo che non c'e' piu'.


Ricerca: Taleggio
Talvolta la storia è costretta a indovinare. “Fortuna che ci è avvezza”, commenta - sempre attuale - Alessandro Manzoni (“I Promessi Sposi, cap. XIII). E’ nella sua modestia, il caso di quest’immagine emanante nell’originale, grazie anche alle “nuances” del viraggio-seppia, il fascino sottile di ciò che ci proviene dal passato. Nessuna indicazione, fuorché, sul retro, l’impronta d’un timbro-datario: “24.6.1909 – Sac. Carlo Artusi – Parroco Vedeseta”. 


Cartoline antiche di Taleggio
L'origine del nome Taleggio, deriva dalla base latina "TILIETULUM" nel significato di "piccolo tiglietto" attraverso una forma di "TILETLUM" diventa poi TILLEGGIO . I primi abitatori furono probabilmente cacciatori o pastori, si dice provenienti dalla vicina Valsassina, che via via trasformarono le basi di pascolo in sedi stanziali. Nel dialetto gli echi di linguaggi prelatini, ligure, retico, celtico, ma tanto, tantissimo latino.


Cenni Storici di Taleggio
Con l'avvento della Repubblica Cisalpina (1797) cadono i confini di stato e anche le autonomie e i confini comunali e Taleggio e Vedeseta vengono accorpati per decreto in un unico municipio. Ma per poco. Dopo la sconfitta Napoleonica di Waterloo si ricostituiscono immediatamente i due tradizionali comuni. Che lungo l'Ottocento vedono consolidarsi un fenomeno che aveva preso l'avvio gia' nel secolo precedente, sotto Maria Teresa d'Austria: aumenta la popolazione e anche la ricchezza (relativa, ben s'intende: l'emigrazione e' stata una tenace compagna della gente di Valtaleggio almeno dal 1500 in poi) rappresentata dall'incremento del bestiame. Di questa crescita ci e' stata lasciata testimonianza nelle centinaia e centinaia mirabili edifici rurali (stalle, baite, portici, cascine) che ancora oggi, haime' putroppo sempre meno punteggiano il territorio. Il novecento, infatti, con le sue vorticose trasformazioni, ha interessato anche questa vallata.


Arte a Taleggio
Le belle chiese parrocchiali che  conservano alcune pregevoli opere d'arte, i semplici, ma suggestivi oratori sparsi un po' in tutte le contrade, gli antichi nucclei oggi quasi disabitati sono, assieme all'ambiente naturale, gli aspetti piu' interessanti della Val Taleggio.


Formaggio - Stracchino Taleggio
il Taleggio è un formaggio di origini antichissime, forse anteriori al X secolo. Documenti risalenti al 1200 fanno riferimento ai commerci e agli scambi di cui era oggetto il Taleggio, insieme ad altri formaggi. La zona d'origine è la Val Taleggio, da cui deriva il nome del formaggio, in provincia di Bergamo. I valligiani avendo l'esigenza di conservare il latte eccedente il consumo diretto, iniziarono a produrre del formaggio che, una volta stagionato in "grotte" o casere di vallata, poteva essere scambiato con altri prodotti o commercializzato. Crescendo sempre più il consumo di Taleggio, la produzione si è progressivamente estesa nella pianura Padana, dove hanno cominciato ad operare molti caseifici, generalmente di piccole e medie dimensioni, i quali sono riusciti ad equilibrare la tecnologia produttiva tradizionale, mantenutasi sostanzialmente la medesima, con le innovazioni tecnologiche susseguitesi in quasi mille anni di storia.


Itinerario Scientifico- Naturalistico a Taleggio
La Valle Taleggio, e' una vallata Prealpina Lombarda immersa nel verde, tranquillita', arte, itinerari montani e naturalistici, ne fanno una vallata ideale per trascorrere le proprie vacanze. Anche se non ricade tutta nei confini del Parco delle Orobie, la valle e' di fatto, un grande parco, ricco di verde, di essenze rare e di fossili oltre che di specie animali che si possono incontrare un po' dovunque, lungo il Percorso delle Cime o anche nel primo praticello o nrl bosco ai margini dei paesi: basta muoversi con l'occhio attento. Tutti gli itinerari descritti sono interessanti anche dal punto di vista naturalistico; una segnalazione particolare la si puo' spendere per il quarto che, suggestivo in tutto il suo tratto e , tra l'altro, con sorgentine ricche di fauna macroinvertrebrata, porta alla meraviglia della sorgente dell'Enna. Per l'appassionato della fauna minuscola suggeriamo oltre a questa e al percorso, Salzana-Fraggio la visita a due sorgenti che sono tra i piu' importanti biotipi della Valle Taleggio. La sorgente Mufolenta si trova lungo la "strada bassa", vecchia carrareccia costruita dai vedesetesi a inizio secolo e che da Olda-Vedeseta portava al Buco, nell'Orrido. La zona quella dei tornanti non molto prima del ponte crollato sull'Enna. 


La Valle Taleggio
Si puo' giungere in questa verdissima conca della Val Taleggio, posta a circa 1000 metri di quota sul livello del mare, da tre diverse vie, in ogni caso il turista avra' un impatto tutto particolare con questa realta' geografica. Cerchiamo di illustrare questi tre incontri del visitatore con la Val Taleggio. Mettiamo il caso che in Val Taleggio vi si giunga da Brembilla, dopo aver superato il ridentissimo borgo alpino che a nome Gerosa. 

Giunge alla Forcella di Bura e di colpo il panorama gli appare vastissimo: aspre giogaie rocciose a destra, cupi macchioni boscosi giu' nel fondovalle, poi pascoli immensi in cui sono inseritie le "cinque sorelle" (la solatia Peghera, Vedeseta che ne sta' sdegnosamente appartata, Olda a cavallo del colle, Sottochiesa con la sua torre pendente, Pizzino arcigno, difeso dal castello ).....



Valle Taleggio - Itinerari naturalistici
La Val Taleggio ha una precisa identità storica e un passato di fiera indipendenza. Fino all’inzio di questo secolo l’accesso alla valle era possibile solo attraverso i valichi poco battuti della Forcella di Bura, per chi veniva da Bergamo attraverso la Valle Brembilla, del Culmine di San Pietro per chi proveniva dalla Valsassina e del Passo di Baciamorti per i collegamenti con l’Alta Val Brembana attraverso la Val Stabina. Ora la strada provinciale consente di accedere direttamente dal fondovalle superando il suggestivo e spettacolare orrido scavato dal Torrente Enna tra il Monte Cancervo e il Monte Sornadello. 


 

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